Cento
6 Novembre 2019
Il proprietario dell’immobile spiega di aver vissuto nell’immobile fino al momento del crollo del tetto, due anni dopo il sisma

Truffa coi fondi per la ricostruzione, gli imputati in aula negano le accuse

di Ruggero Veronese | 1 min

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(Archivio)

Cento. Un crollo causato dalle conseguenze dei danni del sisma 2012, anche se avvenuto circa due anni dopo. È questa la spiegazione resa in tribunale dai due imputati a processo per truffa allo Stato: un imprenditore centese nato nel Regno Unito e il geometra che presentò la pratica Mude per ottenere 350 mila euro attraverso i fondi post sisma.

Un processo nato dopo la denuncia da parte del Comune di Cento, parte civile nella causa, i cui tecnici si insospettirono per l’insolita data del crollo del tetto dell’abitazione, avvenuto nel 2014. E secondo l’accusa, l’immobile in questione non sarebbe nemmeno stata la reale abitazione dell’imprenditore, viste le sue condizioni precarie.

Una versione respinta con decisione dall’avvocato dell’imprenditore, Gianni Ricciuti, che nel corso del processo ha prodotto perizie sui motivi del crollo e testimonianze per dimostrare che l’imputato viveva con la sua famiglia nella casa fino al momento del crollo del tetto. Una versione ribadita in aula durante l’ultima udienza anche dagli stessi imputati, che hanno affermato di aver rispettato tutte le normative relative alla richiesta di contributi. La sentenza è prevista alla fine di novembre.8a

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