Mer 9 Ott 2019 - 923 visite
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Sanità tra liste d’attesa e investimenti, Ferrara verso il 2025

Ausl: "Performance al 99% ma problematiche per la chirurgia". Organizzazione più flessibile per le sale operatorie. 13 milioni per la riqualificazione dell'ex Sant'Anna, 4 milioni per il potenziamento tecnologico a Cona, 38 milioni per la non autosufficienza

Liste di attesa con “buone performance”, gestione più flessibile delle sale operatorie, 17 milioni di investimenti per l’ospedale di Cona e la Cittadella San Rocco, fondo regionale per la non autosufficienza e regolamento provinciale per le case famiglia sono stati al centro della conferenza territoriale socio sanitaria che martedì pomeriggio ha riunito Azienda Usl, Azienda Ospedaliero Universitaria e Comuni nella sala consiliare del Castello.

Le aziende sanitarie hanno recepito il piano regionale per il governo delle liste di attesa 2019-2021 “che ricalca quanto già veniva fatto, “segno positivo di quanto Ferrara rappresenti un buon modello in regione” assicura Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria dell’Ausl, sciorinando un “indice di performance superiore al 90%, attestandosi mediamente sul 99%, con una media dell’80% all’interno del distretto di residenza”.

Tradotto: delle 530mila prestazioni erogate nel 2018, con un incremento del 5,45% rispetto alle 502mila dell’anno precedente, quasi tutte sono state erogate entro i tempi massimi di attesa: 72 ore per le urgenze, 10 giorni per le urgenze differibili, 30 giorni per le prime visite e 60 giorni per la diagnostica, anche grazie al “riutilizzo efficiente dei posti vuoti per le mancate presentazioni, che sono calate da quando sono state introdotte le multe” ricorda Natalini.

Semaforo verde anche per la chirurgia che da quest’anno ha introdotto una “organizzazione più flessibile per utilizzare al meglio le risorse che abbiamo in base al fabbisogno” spiega la direttrice Ausl con in mano i dati dei ricoveri chirurgici che ora rientrano nei tempi di attesa anche per i tumori alla mammella, prostata, utero e tiroide. Sotto la soglia il melanoma, fermo all’80%, e colecistectomia che non raggiunge il 75% generale e si blocca al 50% per la laparoscopia.

“Ci sono ancora delle problematiche da superare attraverso il lavoro del Rua (responsabile unico dell’accesso) e del team operativo interaziendale – illustra Nicoletti -, istituto proprio per governare offerta e domanda su area vasta, verificando la correttezza della prescrizione e attuando il piano operativo”.

La delibera passa senza particolari discussioni – ad eccezione dell’intervento dell’assessore di Poggio Renatico Piergiorgio Brunello e del sindaco di Goro Diego Viviani che chiede un “usufrutto del trasporto sociale” – con il solo voto contrario del sindaco di Lagosanto Cristian Bertarelli che, come il segretario generale della Cgil Cristiano Zagatti, avrebbe voluto informazioni più ‘localizzate’ per puntare all'”uguaglianza del trattamenti tra i Comuni dei tre distretti”.

Il vicepresidente della Ctss Fabio Tosi, per conto del presidente (assente) Alan Fabbri, sostituto dall’assessore alle Politiche Sociali Cristina Coletti, promette un “incontro con i sindacati il prima possibile” per poi passare alla programmazione degli investimenti regionali di tredici milioni per la Casa della Salute di corso Giovecca e di quattro milioni per il Sant’Anna.

“Un investimento che riqualificherà la città, affinché la Cittadella San Rocco riprenda vigore, accentrando nell’anello i servizi di assistenza primaria” commenta il direttore generale dell’Ausl Claudio Vagnini, affiancato dall’omologo dell’Azienda Ospedaliera Tiziano Carradori che sottolinea l’impegno di “rinunciare al ricavo della vendita di parte del patrimonio per renderlo disponibile a una progettualità utile per la concentrazione dei servizi sanitari”.

Entro il 2022 è stato pianificato il trasloco degli ambulatori di via Gandini e dei poliambulatori Salute Donna di via Boschetto, mentre entro il 2025 è previsto il trasferimento dei servizi rimasti dislocati (Salute Mentale di via Ghiara e le ultime funzioni di via Cassoli), l’apertura del ‘centro’ della vaccinazione e il riammodernamento del corridoio centrale per “chiudere il cerchio e arrivare all’occupazione del 70% degli spazi“. Non è previsto lo spostamento del San Bartolo anche se si spera in un finanziamento per il restauro dell’immobile.

Il potenziamento della dotazione tecnologica a Cona – già dotata di 8mila attrezzature per un valore di 70 milioni di euro, con un livello di obsolescenza di 6 anni rispetto alla media di 8 anni dell’area vasta Emilia Centro  – consentirà l’acquisto di un acceleratore lineare per radioterapia, una nuova Tac, esoscheletro Lokomat per la riabilitazione e tecnologie per sale operatorie.

Infine, il fondo regionale per la non autosufficienza vede assegnare quasi 38 milioni (+1,50% rispetto al 2018) in provincia di Ferrara, ripartiti su base demografica in cui a fare la parte del leone è il Distretto Centro Nord (19 milioni) seguito da Distretto Sud Est (11 milioni) e Distretto Ovest (7 milioni), a cui dovrebbero aggiungersi i fondi nazionali ipotizzati in 3 milioni.

Entro la fine dell’anno, azzarda il dirigente Asl Franco Romagnoni, verranno approvati anche i requisiti di accreditamento e il regolamento provinciale per le case famiglia.

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