Proroga della concessione a Tper o nuovo bando per il trasporto pubblico locale? Il dubbio amletico dell’amministrazione trova risposta in Ami, l’Agenzia della Mobilità partecipata al 60% dalla Provincia e dal 40% dal Comune di Ferrara, che seguendo le indicazioni dei soci sta battendo la strada della proroga.
Il contratto di servizio è in scadenza ma Tper ha messo sul piatto un piano di investimenti – tra rinnovo del parco automezzi, trasformazione di linee urbane in linee elettriche e passaggio dei bus da gasolio a metano liquido – che fa gola agli amministratori. E rispetta la legge che in questo caso, per consentire al gestore di rientrare nei tempi di ammortamento, concederebbe un rinnovo di quattro anni.
Una possibilità in attesa del parere legale, affidato un mese fa a uno studio specializzato di Bologna, presentata in commissione consiliare dal vicesindaco Nicola Lodi e dai dirigenti di Ami per voce dell’amministratore unico Giuseppe Ruzziconi e del direttore Lucio Catozzo.
“Dopo diversi incontri con l’agenzia e con i sindacati, stiamo facendo un’esplorazione, valutando un’ulteriore proroga per non dover andare a bando in un momento delicato e importante per gli investimenti grazie anche al finanziamento regionale che offre 100 milioni all’anno per il rinnovo della flotta”, spiega il vicesindaco con delega alla mobilità che guarda al Comune di Bologna, “dove il contratto è stato rinnovato fino al 31 agosto 2024”.
Un adeguamento di cui gli autobus ferraresi (70 sulla linea urbana e 200 su quella extraurbana) avrebbero estremamente bisogno: l’età media dei mezzi è di 14 anni, un’età che si fa sentire quando si percorrono nove milioni di chilometri (2,5 milioni sul bacino cittadino e i restanti 6,5 milioni in provincia) con una frequenza di 15 minuti a corsa per le linee portanti (come l’11 e 6) e più diradata verso i Comuni più distanti, collegati con gli autobus blu dedicati agli studenti.
Il piano di Tper, definita da Ami “una delle tre aziende migliori in Italia”, prevede di sostituire una ventina di bus extraurbani vecchi con mezzi a metano liquido, adatti per una lunga percorrenza rispetto al metano gassoso. Ma il “bacino di Ferrara e Bologna è appetibile anche per altre aziende come dimostrato dall’avviso europeo dello scorso anno” avverte Ruzziconi, a capo di una “agenzia piccola, snella, leggera, con sette dipendenti ma che muove venti milioni di euro“.
“Di solito siamo contrari alle proroghe ma in questo caso siamo favorevoli perché sono previsti investimenti per diminuire il tasso di inquinamento, a patto che ci siano garanzie e decoro delle pensiline” interviene Paola Peruffo (Forza Italia) mentre Roberta Fusari (Azione Civica) punta al “car sharing, bike sharing, collegamento delle frazioni e modello più sostenibile, apprezzando lo sforzo per l’innovazione degli autobus blu in quanto bombe ecologiche“.
Aldo Modonesi (Pd) sollecita proposte migliorative nel Pums e la clausola di salvaguardia dei posti di lavoro in caso di bando e per entrambi i punti ottiene il benestare del vicesindaco Lodi: “Entro dicembre apporteremo sicuramente qualche modifica legata al filone di finanziamenti europei che non vogliamo perdere ed è più che normale inserire la clausola sociale”.
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