Camion a fuoco sulla A13, nessun ferito
Vigili del Fuoco, Polizia Autostradale e 118 sono dovuti intervenire intorno alle 4 di questa mattina (21 maggio) sulla A13, all'altezza del casello Ferrara Sud, per l'incendio di un camion
Vigili del Fuoco, Polizia Autostradale e 118 sono dovuti intervenire intorno alle 4 di questa mattina (21 maggio) sulla A13, all'altezza del casello Ferrara Sud, per l'incendio di un camion
Tre patteggiamenti con pena sospesa: due a un anno e sei mesi e una a due anni. È l'accordo - che dovrà essere formalizzato nella prossima udienza - raggiunto ieri (mercoledì 20 maggio) mattina, per i tre giovani finiti a processo davanti al gup
Un uomo è stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Ferrara perché gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti
Supera le casse con la refurtiva e spinge l'addetto alla sicurezza. È quanto accaduto lo scorso 19 maggio - intorno alle 11.30 - al supermercato Lidl di via Oroboni. Protagonista un 44enne, già noto alle forze dell'ordine, denunciato per rapina impropria
Un uomo è stato denunciato dalla Polizia di Stato di Ferrara per tentato furto dopo essere stato sorpreso con diversa merce occultata all’interno della scatola di un elettrodomestico in un negozio di un centro commerciale cittadino
“È come vivere con un cancro, in attesa di morire”. È una tensione continua tra la voglia di serenità dopo 10 anni e la paura che il peggio accada la vita di Lucia Panigalli, la donna vittima di un tentato omicidio da parte del suo ex compagno Mauro Fabbri che, non pago, cercò di farla uccidere anche mentre si trovava in carcere, assoldando un sicario o, almeno, credendo di farlo.
È una tensione perché quell’uomo, dal 29 luglio scorso, non è più confinato all’Arginone. È di nuovo libero, anche se in quella condizione che si chiama libertà vigilata, con delle prescrizione impostegli dopo la sentenza di assoluzione per aver ‘solo’ progettato l’omicidio.
E anche lei è in una sorta di libertà vigilata, seguita costantemente dai carabinieri per tutelarne l’incolumità. “Sono grata ai carabinieri per tutto quello che stanno facendo”, dice la Panigalli all’uscita dall’udienza che vede imputato di tentato omicidio aggravato e in concorso Radev Stanyo Dobrev, il compagno di carcere di Fabbri assoldato per ucciderla, o farlo fare ad altri, “ma a volte mi sento come se fossi io ad aver commesso un reato”.
La paura che Fabbri, prima o poi, porti a compimento ciò che per due volte non gli è riuscito è tanta. E si vede. Ma Lucia Panigalli non si ferma e lotta per cambiare le cose, “non per me, ma per le altre persone che sono in questa situazione”.
Continua infatti la battaglia, sostenuta insieme agli avvocati Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani che la assistono, per modificare il codice penale, in particolare quell’articolo 115 che ha permesso a Fabbri (e al figlio di Dobrev, Stanev Radostin Radev) di non essere condannato: quella norma esplicitamente esclude che due o più persone possano essere condannate per il solo fatto che tra loro ci sia un accordo allo scopo di commettere un reato ma poi questo non venga commesso. Ci sono casi limite, come questo, in cui la vittima rimane senza protezione.
“Avevo detto che quella sentenza non era degna di un Paese civile – dice la Panigalli in riferimento alla sentenza di primo grado emessa in abbreviato (e poi confermata in appello, ndr) – non perché ce l’avessi con il giudice, che ha applicato la legge, ma perché ritengo che quella norma sia incompleta e vada cambiata”.
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