Cronaca
12 Settembre 2019
L'ex compagno progettò di farla uccidere mentre era in carcere. Oggi è uscito ed è in libertà vigilata mentre lei vive sotto la protezione dei carabinieri

Il dramma di Lucia Panigalli: “È come vivere con un cancro, in attesa di morire”

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Caso Cidas. La Procura fa ricorso in appello per Bertarelli

La Procura di Ferrara ha deciso di proporre appello rispetto alla sentenza di assoluzione nei confronti di Daniele Bertarelli, presidente di Cidas, finito a processo con l'accusa di induzione indebita a dare o promettere un'utilità

Tragedia sul lavoro a XII Morelli, muore un uomo di 41 anni

Si chiamava Andrea Lanzoni, aveva 41 anni ed era capo e operaio dell'Azienda Agricola Lanzoni, l'uomo che ha perso la vita nella tarda mattinata di lunedì 31 agosto in un tragico incidente sul lavoro avvenuto all'interno dell'azienda agricola di famiglia

Frontale tra auto e moto a Torre Fossa, grave un 38enne

Un uomo di 38 anni è rimasto ferito in modo grave in un incidente stradale avvenuto in mattinata, attorno alle 7.10, in via Giuseppe Fabbri, a Torre Fossa. Lo scontro ha coinvolto un'automobile e una motocicletta, che si sono scontrate frontalmente

Lucia Panigalli

“È come vivere con un cancro, in attesa di morire”. È una tensione continua tra la voglia di serenità dopo 10 anni e la paura che il peggio accada la vita di Lucia Panigalli, la donna vittima di un tentato omicidio da parte del suo ex compagno Mauro Fabbri che, non pago, cercò di farla uccidere anche mentre si trovava in carcere, assoldando un sicario o, almeno, credendo di farlo.

È una tensione perché quell’uomo, dal 29 luglio scorso, non è più confinato all’Arginone. È di nuovo libero, anche se in quella condizione che si chiama libertà vigilata, con delle prescrizione impostegli dopo la sentenza di assoluzione per aver ‘solo’ progettato l’omicidio.

E anche lei è in una sorta di libertà vigilata, seguita costantemente dai carabinieri per tutelarne l’incolumità. “Sono grata ai carabinieri per tutto quello che stanno facendo”, dice la Panigalli all’uscita dall’udienza che vede imputato di tentato omicidio aggravato e in concorso Radev Stanyo Dobrev, il compagno di carcere di Fabbri assoldato per ucciderla, o farlo fare ad altri, “ma a volte mi sento come se fossi io ad aver commesso un reato”.

La paura che Fabbri, prima o poi, porti a compimento ciò che per due volte non gli è riuscito è tanta. E si vede. Ma Lucia Panigalli non si ferma e lotta per cambiare le cose, “non per me, ma per le altre persone che sono in questa situazione”.

Continua infatti la battaglia, sostenuta insieme agli avvocati Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani che la assistono, per modificare il codice penale, in particolare quell’articolo 115 che ha permesso a Fabbri (e al figlio di Dobrev, Stanev Radostin Radev) di non essere condannato: quella norma esplicitamente esclude che due o più persone possano essere condannate per il solo fatto che tra loro ci sia un accordo allo scopo di commettere un reato ma poi questo non venga commesso. Ci sono casi limite, come questo, in cui la vittima rimane senza protezione.

“Avevo detto che quella sentenza non era degna di un Paese civile – dice la Panigalli in riferimento alla sentenza di primo grado emessa in abbreviato (e poi confermata in appello, ndr) – non perché ce l’avessi con il giudice, che ha applicato la legge, ma perché ritengo che quella norma sia incompleta e vada cambiata”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com