Lun 9 Set 2019 - 2197 visite
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Caso Zauli. Baraldi: “Uso spregiudicato degli strumenti dell’Università”

La consigliera comunale dem interviene sulla raccolta firme di solidarietà per il rettore gestita direttamente dall’Ateneo: “Auspico che rimanga intatta la libertà di non firmare senza che ne derivino conseguenze”

“La vicenda Unife ha una caratteristica che la rende sorprendente. Che non è una vicenda Unife. È una vicenda che riguarda e coinvolge il Rettore Zauli”. Ad affermarlo è Ilaria Baraldi, consigliera comunale del Pd, che già in passato aveva sollecitato una maggiore trasparenza e chiarezza sulla vicenda delle pubblicazioni scientifiche del rettore.

Baraldi nota in particolare che “le ultime due notizie nella sezione News del sito Unife sono ‘Nota del Rettore su recenti articoli di stampa comparsi a suo riguardo’ e ‘Manifestazione di solidarietà al Rettore in merito ai recenti articoli di stampa’”e, soprattutto, il fatto inusuale che “la richiesta di adesione alla manifestazione di solidarietà non è stata, come legittimamente poteva essere, tramite passaparola tra docenti, ma è corsa sui canali istituzionali dell’Università”. Secondo la consigliera Pd “ciò attesta un uso piuttosto spregiudicato degli strumenti dell’Università per una finalità che ha ben poco a che fare con la ricerca, la divulgazione, la promozione delle attività dell’ateneo”.

“Il Rettore – osserva Baraldi anche in riferimento all’istruttoria della Commissione Etica e alle dimissioni dei vertici dopo che l’Ateneo ha rifiutato di mostrare almeno le motivazioni della decisione con cui è stata archiviata la posizione di Zauli – parla della sua vicenda come ‘non notizie’ destituite di ogni fondamento: pare che non tutti nel mondo scientifico la pensino così, ma poiché la stragrande maggioranza di chi scrive e legge commenti non appartiene al mondo scientifico e non ha le competenze per appurare quale sia la realtà dei fatti, interesse primario di Zauli in quanto professore (per la sua onorabilità di ricercatore) ma soprattutto in quanto Rettore (per l’onorabilità e il prestigio dell’Ateneo che dirige) dovrebbe essere quello di rendere ogni dettaglio della vicenda trasparente e accessibile al maggior numero di persone possibile e non solo ad alcune e non solo a richiesta”.

Baraldi torna poi sulla raccolta firme gestita direttamente dal personale amministrativo dell’Università: “Non potendo entrare nel merito delle ragioni che hanno spinto oltre 200 docenti a firmare l’appello, auspico che in questo clima di sospetto e rivendicazioni tutt’altro che favorevole, resti intatta la sacrosanta libertà di non firmare di tutti coloro che mancano all’appello, senza che da tale scelta derivino conseguenze. Di tutto abbiamo bisogno, tranne che di una Università divisa in fazioni, lottizzata da interessi personali, paralizzata da rivendicazioni”.

“Infine – afferma l’ex segretaria comunale del Pd, affrontando anche la questione più politica – penso sia bene tenere distinti i piani della vicenda che coinvolge il prof. Zauli dalle scelte compiute dallo stesso alla guida dell’Ateneo, come le sperimentazioni sul numero aperto di medicina. Queste ultime hanno trovato un buon numero di entusiasti sostenitori e alcune circostanziate e puntuali critiche, originate dalla necessità di mantenere il miglior livello qualitativo dell’insegnamento, ma sopratutto dalla legittima domanda di una prospettiva che non fosse legata al solo corso di laurea ma guardasse alle reali successive possibilità di specializzazione e inserimento in relazione ai bisogni e alle offerte della nostra Provincia. Non confondere i piani e dare risposte alle domande pertinenti è il miglior servizio che ciascuno di noi possa fare a Unife e alla città”, conclude Baraldi.

Nel frattempo, come riporta La Nuova Ferrara di lunedì 9 settembre, il Senato accademico starebbe valutando la possibilità di annullare per un presunto vizio di procedura la decisione con la quale la Commissione Etica ha archiviato la posizione di Zauli, non ravvisando – secondo quanto ha riportato lo stesso rettore – dolo o colpa grave nella sua condotta.

(articolo aggiornato lunedì 9 settembre con le informazioni sul possibile annullamento della decisione della Commissione Etica )

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