Sab 7 Set 2019 - 1423 visite
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Al brustlinàr fraréś, un pezzo di storia di Ferrara

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Carissimi amici del vernacolo e delle tradizioni di Ferrara. Oggi vi propongo un personaggio misterioso: “Gustìn al Mòr”. Così firmò un poeta dialettale della nostra città. Dicevo, misterioso almeno per me. Non sono riuscito a sapere chi fosse, nonostante la mia conoscenza diretta, o storica, di scrittori e poeti, nostrani d’altri tempi, o contemporanei.

Il libro dal quale ho tratto la poesia è intitolato “Al brustlinàr Fraréś” (anno di stampa 1959, prezzo: 300 lire). In copertina, un disegno rappresenta quello che mi sembra fosse il brustolinaio che vendeva i prelibati semi di zucca, di fronte al cinema Nuovo a Ferrara. Quelle simpatiche figure stazionavano dinnanzi ai cinema, vendevano le loro prelibatezze in coni di giornali vecchi (sai che igiene) riempiti con un apposito bicchiere di legno (misura). A volte s’andava al cinema più per il venditore di tali delicatezze, che per il film programmato.

Nella prefazione l’autore parlava di sé e della sua vita. Fu tentato di fare teatro dialettale, ma la timidezza lo bloccò. Scrisse numerose poesie e “zirudèle”, che rileggeva (afferma) quando era di cattivo umore. Un giorno decise di pubblicarle, anche perché sono una serie di acquerelli emblematici della Ferrara del periodo storico che comprende il secondo Dopoguerra.

Vi propongo la poesia che fa da prefazione e che racchiude in essa un po’ il riassunto fisico del misterioso autore. Sarebbe bello proporre tutto il libro, ma evidenti esigenze di spazio non lo permettono. A chi mi conosce lo presto volentieri. Forse si può trovare pure in Biblioteca Bassani, al Barco di Ferrara, che ha, forse, la più completa collezione di libri in dialetto ferrarese. Comunque, se amate le tradizioni e la poesia della nostra città, ve lo raccomando.

AL BRUSTLINÀR E ILL BRUSTLÌN
Quést l’è al tìpich mastiér fraréś,
brustlìƞ salàd, mudèst ad preteś
pasatémp e utili in t’igl’ ustarié
salàd e bòn, as bév … e vié !

Is tróva iƞ piàza, ma sovratùt
dì cantùƞ dill stràd, dapartùt
s’ill fiér , al cìno e sul Listón
salàd ill fa strada al vìƞ bóƞ.

Com gl’idèj e gl’upinióƞ bóni
i misteri o ill vrità d’ Sant Antòni
tùt quèj ch’as pòl crédar o no
mó scèti cmè la mnèsra ad faśó.

I frariś còl barnòcul o séƞza
con idèj bòni o con cusciéƞza
i vòl giudicàr prèģ e difèt
lìbar ognùƞ d’avér uƞ cuƞzèt.

Un mòd ad dìr beƞ ragiunà…
ch’al preténd d’avér la sò libartà,
e par chi àltar al so’ rispèt
mò fàr quél, ch’al vòl àƞch a lèt.

Èco parché a j’ò scèlt al brustlinàr
par tut quél che a vàgh a cuntàr,
par caràtar, cuƞzèt e mudèstia,
àƞch s’im darà po’ dlà bèstia.
Sturièli ch’am mét a cuƞtàr,
sóta sóta tùti j’à d’imparàr,
al caràtar nustràn dàl Fraréś
ch’al n’è ultim a nisùn àltar paéś.

Al brustlinàr l’è l’òm dlà strada,
la so’ merce, la natùra la gh’là dàda,
ad so’ al gh’à mis sól al sàl …
mo in ché miśùra e ch’al speciàl.

In mèz a tùti, al sént gl’upinióƞ
e più che n’altar als fa ‘na raśóƞ,
e al pòl cuntantàril con siƞcerità
con la źùnta dal sàl ché al gh’à in cà.

Mi, ché a n’ò mai scrìt gnént …
póch amìgh, dill ciàcar dlà zént,
am sóƞ afidà al brustinàr …
av cuƞfès ch’an savéva cum fàr.

Cóme tuti quéi agh càmpa adès
vìtim più o mén dal prugrès,
ad pulìtica un tantìƞ velenà,
e da bóƞ làich uƞ póch bigatà.

Av cuntarò cum a li so’ cuƞtàr
quàlch sturiéla da scèt brustlinàr
da quést an sté a preténdar cultura
come la rima … còn póca misura.

A diéś ann a j’ò cumincià a lauràr
E piantàrla ad fàr al sculàr,
garźóƞ da Santìni dì lantarnìƞ,
paga … diéś ór al dì … quàtar suldìƞ.

Fin adès ch’à j’ò ormai stant’an
la scòla a l’ò vìsta sól da luntàn
sé quàlch śgaróƞ a duvìsi truàr …
sa vlìv preténdar da uƞ brustlinàr ?

Gràsi, ścévdi e salàdi, cum l’j’è,
bèli o brùti an lì pós più tór indré,
sé ill farà rizàr al nàś a qualchdùƞ,
av zùr aƞ vój uféndar nisùƞ.

A gh’ìƞ sarà, sciuchéz scrìti màl …
zà preparàdi pr’al perìod eleturàl,
in quànt a parentèla con … poètica musa …
fiƞ da dès av admànd tant scùśa .

IL BRUSTOLINAIO E I BRUSTOLINI
Questo è il tipico mestiere ferrarese,
brustolini salati di modeste pretese,
passatempo e utile nelle osterie
salate e buone, si beve … e poi via !

Si trovano in centro, ma soprattutto
negli angoli delle strade, dappertutto
nelle fiere, al cinema e sopra il Listone
salate fanno strada al vino buono.

Come le idee e le opinioni buone
I misteri o le verità di Sant’Antonio
Tutte cose a cui si può credere o no
ma schiette come la minestra di fagioli.

I ferraresi col bernoccolo o senza
con idee buone o con coscienza
vogliono giudicare pregi e difetti
liberi ognuno d’avere un concetto.

Un modo di dire ben ragionato
che pretende d’avere la propria libertà,
e per gli altri il proprio rispetto
ma fare ciò che vuole anche a letto.

Ecco perché ho scelto il brustolinaio
per tutto ciò che vado a raccontare,
per carattere, concetto e modestia,
anche se mi diranno che sono bestia

Storielle che mi accingo a raccontare
sotto sotto tutti devono imparare,
il carattere nostrano del Ferrarese
che non è ultimo a nessun altro paese.

Il brustolinaio è uomo di strada,
la sua merce, la natura gliel’ha data,
di proprio vi ha messo solo il sale …
ma in che misura e quello speciale.

In mezzo a tutti, sente le opinioni
e più d’un altro se ne fa ragione,
e può raccontarle con sincerità
con l’aggiunta del sale che ha in casa.

Io che non ho mai scritto niente …
pochi amici, chiacchere della gente
mi sono affidato al bruscolinaio …
vi confesso che non sapevo che fare.

Come tutti quelli che campano adesso
vittime più o meno del progresso,
di politica in un certo senso avvelenato,
da buon laico un po’ nauseato.

Vi racconterò come le so raccontare
qualche storiella da puro bruscolinaio,
da tutto ciò non pretendete cultura
come la rima … con poca misura.

A dieci anni cominciai a lavorare
e a piantarla di far lo scolaro
garzone da Santini, dei lanternini
paga … dieci ore al giorno … quattro soldini.

Fino ad ora che ho ormai settant’anni
la scuola l’ho vista solo da lontano,
se qualche sfondone doveste trovare …
che pretendete da un bruscolinaio ?

Grasse, insipide o salate, come sono,
belle o brutte non le posso più prendere indietro,
se faranno rizzare il naso a qualcuno,
vi giuro che non voglio offendere nessuno.

Ce ne saranno sciocchezze scritte male…
già preparate per il periodo elettorale,
in quanto a parentela con … poetica musa …
fin d’ora vi prego tanto di scusarmi.

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