Sab 24 Ago 2019 - 2746 visite
Stampa

Mantovani: “Governo M5S-Pd sempre più probabile, ma a Ferrara restiamo contrapposti”

Il leader dei pentastellati ferraresi sulle trattative a Roma: "Il Movimento pagherà un prezzo altissimo a livello di popolarità, ma sarà compensato quando realizzerà il programma"

Nuovo governo o ritorno alle urne? Mentre tutta Italia si chiede quale sarà l’esito delle consultazioni a Roma, dopo lo strappo tra Lega e Movimento 5 Stelle che ha aperto la crisi di governo, anche la politica ferrarese riflette e prende posizione sulle trattative politiche in corso tra i partiti nazionali. E in particolare riguardo alla possibile formazione di un governo targato Movimento 5 Stelle e Pd.

Un’ipotesi che da un lato viene vissuta come un’estrema forzatura rispetto alla storia politica dei due partiti, ma dall’altro rappresenta anche l’unica possibile maggioranza parlamentare alternativa a quella M5S-Lega. Ne è consapevole il capogruppo a Ferrara del Movimento 5 Stelle, Tommaso Mantovani, che mostra bene poco entusiasmo per il possibile accordo ma lo vede ormai come piuttosto probabile. “Sono un grillino della prima ora, allergico alle alleanze e già quella stretta attraverso il contratto con la Lega mi lasciava molto perplesso. E sono perplesso anche ora anche se, da quel che filtra da Roma, l’accordo è ormai vicino, al 70% penso che si chiuderà”.

Ma cosa pensa Mantovani di questa strategia nazionale? “Credo che ci sarà un prezzo da pagare molto alto a livello di consensi, come del resto era già successo con l’alleanza con la Lega, che però ha consentito di approvare il reddito di cittadinanza, la legge spazzacorrotti, il taglio delle pensioni d’oro, di evitare il taglio alle intercettazioni. Quindi se dovremo passare per un’altra ‘figuraccia’ per realizzare altre parti del programma, come il salario minimo o il ritorno all’acqua pubblica, secondo me sarà un prezzo che potremo pagare”.

Mantovani ragiona insomma sul lungo termine e si dice convinto del fatto che solo la realizzazione dei punti chiave del M5S potrà far tornare il partito ai livelli di consenso si un anno e mezzo fa. Il corollario però è chiaro: perché questo sia possibile, l’eventuale governo M5S-Pd dovrà durare fino a fine legislatura. “È chiaro che se si va a votare adesso vince Salvini – afferma Mantovani -. Noi dobbiamo battere il ferro finché è caldo, e anche se all’inizio ci sarà da pagare un prezzo di percezione, sarà compensato nel futuro quando il M5S realizzerà gli obiettivi che si è posto. Come diceva Montanelli, dobbiamo turarci il naso”.

Un discorso che in ogni caso, ci tiene a sottolineare l’ex candidato sindaco grillino, non avrà ripercussioni negli equilibri politici locali, dove Pd e M5S restano contrapposti quasi in tutto. “Per me il Pd rimane il partito delle elite, della casta parlamentare che incassa i rimborsi spese, delle multiutilities, del job act, del patto del Nazareno con Forza Italia. Ma purtroppo è l’apparato dirigente ad essere stato selezionato in quel modo, perché ovviamente conosco una marea di elettori del Pd che hanno una grandissima sensibilità sociale e culturale. A Ferrara non cambierà nulla, anche perché pur essendo ufficialmente all’opposizione insieme al Pd, non nego che su certe questioni come i temi ambientali o il punto di primo soccorso all’ex Sant’Anna ho visto una disponibilità da parte di Fabbri che mi interessa molto. Anche se chiaramente se comincia parlare di sgomberi di nomadi o di problemi di mafia nigeriana abbiamo visioni piuttosto diverse”.

Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi