Mar 13 Ago 2019 - 2014 visite
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Moria di pesci nel canale Boicelli

L'assessore Balboni: “Già segnalato all'ufficio Ambiente, siamo in un momento di caldo eccezionale e il primo sospettato è l'anossia”. La Fipsas: “Nella gestione dei corsi d'acqua nulla è cambiato”

Una moria di pesci si sta verificando nel canale Boicelli ed è stata osservata in particolare nel tratto visibile da via Enzo Michelini.

Al momento, la causa che sembra più probabile è la mancanza di ossigeno nell’acqua, che potrebbe dipendere dalle condizioni climatiche avverse. Le temperature elevate favoriscono infatti i fenomeni di eutrofia, dai quali discende poi la condizione di ipossia/anossia – ovvero la mancanza di ossigeno – delle acque con debole ricambio. È un fenomeno che si verifica spesso nelle stagioni estive e autunnali.

“Bisogna fare le verifiche dell’acqua, ma siamo in un momento di caldo eccezionale e il primo sospettato è l’anossia”, conferma l’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni: “Ho già segnalto tutto all’ufficio Ambiente – prosegue -, che contatterà l’Arpae e poi vederemo quali saranno i risultati delle verifiche”.

Tra chi ha segnalato la situazione c’è anche la Fipsas, che interviene con i rappresentanti Alex Beccati e Marco Falciano, lamentando che “nella gestione e nella tutela dei nostri corsi d’acqua nulla sia cambiato”. L’associazione aveva già segnalato un analogo problema poco tempo fa, il 2 agosto, e anche in quell’occasione la spiegazione fu il caldo.

Per Beccati e Falciano, tuttavia, “è palese intuire che si sia trattato di un fenomeno inquinante. Noi volontari ovviamente non possiamo dirlo con certezza, poiché non possiamo effettuare analisi delle acque, ma avendo ben chiara la situazione delle nostre acque interne possiamo affermare, che i canali che sono periodicamente soggetti a vasti fenomeni di moria sono sempre gli stessi: Canale Boicelli, Colletore di Baura, Canale Naviglio e il Fiume Po di Volano, denominati per questo “fogne a cielo aperto”, ma considerati dalla legge canali irrigui, ove poter svolgere addirittura l’esercizio della pesca professionale.  Risulta scontato riporre dubbi sull’efficacia dei controlli ambientali svolti in provincia di Ferrara, un territorio strapieno di scarichi abusivi urbani ed industriali”.

“Attendiamo una risposta in tempi brevi – proseguono i rappresentanti della Fipsas -, vogliamo sapere il perché nella nostra provincia il ripetersi di questi eventi sia ormai una costante, vogliamo sapere il perché chi inquina può sempre farla franca. Le nostre denunce agli enti di controllo non si contano più, i fatti di cronaca confermano questo trend negativo. Il nostro territorio chiede aiuto, ma chi dovrebbe assicurare il rispetto delle leggi, non ha ancora risposto. Una vergogna infinita, tipicamente ferrarese”.

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