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A poche ore dall’inizio dello sgombero del campo nomadi di via delle Bonifiche, gli assessori Nicola Lodi e Cristina Coletti si mostrano soddisfatti di come si sta evolvendo la situazione e convinti a proseguire per il percorso stabilito dalla giunta. “Quello di oggi era obiettivo storico – afferma il vicesindaco – perchè riuscire a portare fuori da quel ghetto i primi nuclei era un obiettivo importante. Quindi sono soddisfatto di oggi, nonostante ci possano essere contrattempi tecnici, come abbiamo visto con appartamento di Monestirolo per il problema della cucina. Stiamo cercando di concentrarci molto sull’attività di dialogo e mediazione, perché si tratta di persone che non hanno mai vissuto al di fuori di un campo e necessitano della giusta attenzione”.
Il ‘doppio obiettivo’ fissato dalla giunta è quindi quello di liberare il campo nomadi – e con esso i costi sostenuti negli ultimi 30 anni dall’amministrazione tra manutenzioni e bollette – e integrare i suoi abitanti nel tessuto sociale ferrarese. O meglio delle frazioni che circondano Ferrara, dal momento che l’impatto con il nuovo stile di vita per i sinti sarà secondo l’amministrazione e i servizi sociali più facile in un contesto rurale o semirurale, piuttosto che in un condominio in piena città. Da qui la scelta di località come Monestirolo o Masi San Giacomo per l’assegnazione degli alloggi ai nomadi, frazioni dove secondo gli assessori i sinti non rappresenteranno un problema per i residenti: “Stamattina si è parlato di proteste, ma quando siamo arrivati a Monestirolo non abbiamo trovato alcuna contestazione”. Lodi annuncia in ogni caso nei prossimi giorni una serie di incontri con gli abitanti delle frazioni per spiegare la situazione e prendere coscienza di eventuali lamentele.
L’assessore Coletti sottolinea invece “l’importanza della gradualità” e delle prospettive lavorative e formative: per consentire ai bambini a Monestirolo di continuare a frequentare la stessa scuola a Pontelagoscuro, per uno degli adulti verrà attivato un tirocinio con l’incarico di accompagnarli nei propri istituti: “In questo modo garantiamo ai minori di frequentare la stessa scuola e a un componente del nucleo di dare una mano. La nostra intenzione è quella di applicare lo stesso modello anche per gli altri minori nelle altre sistemazioni”.
Una piccola incognita è rappresentata ora dalle possibili alternative autonome dei nomadi per evitare lo sgombero: secondo le informazioni in mano all’amministrazione, due roulotte nelle ultime 24 ore sono finite in un campo nomadi del bolognese. Se i loro proprietari non le hanno vendute, ciò significa che potrebbero avere intenzione di trasferirsi autonomamente. Un discorso simile vale per un uomo la cui famiglia, sempre del bolognese, ha chiesto ai servizi sociali di aspettare qualche giorno, perchè potrebbero avere intenzione di riunirsi in un altro campo nomadi.
“Daremo garanzie ai residenti sul nostro modus operandi, aperto al confronto contrariamente alla precedente amministrazione. Daremo prova che tutto ciò che si poteva mettere sul campo lo abbiamo messo e durante gli incontri chiederò ai residenti di segnalarci qualunque comportamento sospetto, in modo da poter intervenire al primo allarme”.
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