Sab 20 Lug 2019 - 2477 visite
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Buskers al suo “secondo Rinascimento”, c’è anche il ‘cappellaio matto’

Svelata la 32° edizione. Rebecca Bottoni: "Ritorniamo all'anima immersiva del festival". Piazza Verdi tra le location della musica di strada

Il Ferrara Buskers Festival in versione debuttante. La trentaduesima edizione – che dal 22 agosto al 1° settembre porterà i musicisti di strada a Mantova, Comacchio, Cesenatico e ovviamente Ferrara – segna l’esordio della presidente Rebecca Bottoni – dopo il passaggio di testimone con suo padre Stefano che parla di un “secondo Rinascimento” – e del sindaco Alan Fabbri che per la prima volta dà il benvenuto ai buskers, “che quando ero ragazzino mi hanno ispirato a suonare la chitarra e a portare i capelli lunghi”.

Le due new entry non sono le uniche novità della rassegna internazionale che intende “tornare alle origini”: oltre alla tappa inedita a Cesenatico (26 agosto), spariscono le porte di accesso presidiate dai volontari Ibo per raccogliere le offerte libere. L’invito è di lasciare un compenso direttamente ai musicisti in un originale cappello, cucito su misura dal ‘cappellaio matto’ ferrarese Roberto Lucchi e regalato a ogni gruppo invitato.

Con 20 gruppi invitati (riconoscibili dai cartelli verdi) e 265 formazioni accreditate (identificate in fucsia e selezionate tra oltre 700 richieste) si chiude la terna delle città ospite d’onore: dopo New York e Dublino, questa volta tocca a Copenaghen prima di tornare alle nazioni ospiti. Un giro del mondo… fino alla luna che, in occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco, è stata rappresentata nel manifesto disegnato da Claudio e Linda Gualandi, autori dei manifesti storici in mostra al Castello.

Per “ritrovare l’anima del festival e dare importanza alla sua storia con uno sguardo al futuro” viene annunciata la Buskers Experience, una ‘costola’ del sito dove è possibile acquistare le bottiglie plastic free, ascoltare la playlist Spotify e prenotare i nuovissimi percorsi turistici – denominati Buskers in the City e ideati da Puedes – tra i luoghi che hanno fatto la storia del festival come piazzetta San Michele, dove il 22 agosto suonò a sorpresa Lucio Dalla a cui sarà dedicata una targa.

Una sfilza di conferme – come le Notti Buskers nel cortile del Castello, i laboratori BuskersLab, Storie di Buskers e il progetto Ecofestival – in mezzo ad altre novità, come la postazione musicale in piazza Verdi, l’omaggio a Leonardo da Vinci nell’anno del cinquecentenario con una mostra di strumenti musicali lungo la via Coperta e l’esibizione dei Camelot Combo, composto da richiedenti asilo e rifugiati accolti da Cidas che proporranno musiche della tradizione afromediterranea.

Un’esperienza immersiva e anche solidale: “Negli anni, Fbf ha assunto più di 2mila persone per lavorare nei giorni del festival – rivela Rebecca Bottoni – e quest’anno ci avvaleremo dell’esperienza di tre dipendenti del Mercatone Uno che sono rimasti senza lavoro a seguito della crisi”.

Tra i protagonisti della rassegna, alcuni musicisti dai talent alla strada come il duo Daiana Lou e il cantautore argentino Gastón che hanno lasciato X-Factor per tornare alle emozioni del contatto con il pubblico o gli Acoustic Planet, star in erba in Ungheria. Gran ritorno per alcuni buskers storici come Peter Jones nei Joey G & The Whizz Kids, Petr Gros nei Broken Moonshine e i Kallidad, i tre musicisti australiani che hanno conquistato gli spettatori a ritmo di mexican mariachi metal. 

Dall’Australia anche Tim Scanlan Ziggy McNeill che suona la chitarra in fingerstyle con creatività da maestro. Tra le strade si esibiranno i vincitori del contest “Vota il tuo busker preferito” – Utungo Tabasamu, i Loop ‘n Loompa e i Koradan – e gli stupefacenti ungheresi Hangover Porch Zombies, gruppi tedeschi Strabande e Berlinskie Samovary e i melting pot Nothing ConcreteUn viaggio attorno al mondo, dall’Africa con Silaba BandTribubu all’Argentina con La Orquesta Informal, Primo Tempo e Quisquilia String Quartet. 

Unendo commercio, turismo, cultura e relazioni internazionali intervengono gli assessori Matteo Fornasini, Marco Gulinelli e Micol Guerrini che sottolineano rispettivamente l’apertura della rassegna in piazza Verdi e piazza Gobetti, il valore della libertà data anche dalla musica e l’importanza dello scambio tra culture diverse.

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