Cronaca
20 Luglio 2019
Pena a 1 anno e 10 mesi di reclusione per il 30enne che ha opposto violenta resistenza agli uomini dell'Arma

Condanna in patteggiamento per l’ovulatore che ha rotto la mano al carabiniere

di Daniele Oppo | 1 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Ha patteggiato la pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione l’ovulatore arrestato giovedì mattina dai carabinieri e che, opponendo resistenza, ha rotto una mano e l’avambraccio al capo equipaggio dell’Arma.

L’uomo, 30enne nigeriano, è stato notato dalla gazzella dei Carabinieri mentre si aggirava con fare sospetto in viale Costituzione. Si è poi dato alla fuga, inseguito a piedi da un militare che lo ha visto mentre sputava su una mano delle palline, che poi lanciava nel parco. Fermato in via Ticcchioni, dopo che il primo bracciale gli è stato chiuso al polso, si è rivoltato bruscamente per darsi di nuovo alla fuga, buttandosi sulla mano e sull’avambraccio del capo equipaggio che purtroppo ha riportato una seria frattura curata presso l’ospedale di Cona con una prognosi di 30 giorni. Ma l’arresto è stato comunque portato a termine, fino alla condanna subita venerdì mattina.

Sempre a proposito di resistenze, un altro arrestato dai carabinieri e che si era rivoltato al controllo in Gad nella giornata di mercoledì (questa volta senza arrecare lesioni a nessuno) ha patteggiato 8 mesi.

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