Mar 2 Lug 2019 - 18055 visite
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Assessore da giornalista in pensione diventa magicamente ricercatore

Il docente di Diritto costituzionale di Unife Roberto Bin: "Così si sprecano risorse finanziarie destinate ai giovani"

Mentre le risorse e i posti a disposizione per i giovani ricercatori universitari continuano a diminuire inesorabilmente, a Ferrara c’è chi chi da quasi tre anni riceve l’assegno di ricerca pur essendo in pensione e senza avere ancora prodotto una sola pubblicazione scientifica sulla sua materia.

Si tratta del nuovo assessore ai lavori pubblici del Comune di Ferrara, Andrea Maggi, ex portavoce del rettore Giorgio Zauli ed ex docente Unife, sceso in campo alle ultime elezioni con la lista Ferrara Cambia.

Ma la politica almeno in questo caso non c’entra. Oggi infatti Maggi è bersaglio di un esposto alla procura della Corte dei Conti firmato dal costituzionalista di Unife Roberto Bin, che contiene un’accusa che potrebbe far tremare il ricercatore, pensionato e assessore. “Il motivo del mio esposto – scrive Bin – è la denuncia di una prassi contra legem nell’impiego dei fondi per il finanziamento degli assegni di ricerca, che sono lo strumento pressoché esclusivo di sostegno per i giovani ricercatori universitari”.

Nelle due pagine di esposto che seguono, Bin descrive quello che ritiene un tipico esempio di favoritismo all’interno di un’istituzione pubblica: nel 2016 Maggi termina la sua attività di docente di tecniche delle pubbliche relazioni ed entra in pensione. Ma nel novembre di quello stesso anno una commissione interna all’università valuta le domande (o meglio, l’unica domanda) di accesso a un posto da ricercatore sulle “tecniche informatiche multimediali nei processi di internazionalizzazione e di divulgazione delle attività di ricerca in ambito scientifico e medico”.

L’unico partecipante è proprio Maggi, che vince il concorso con una valutazione di 93/100. Nell’esposto il professor Bin fa notare che l’assegno di ricerca è istituito “presso il Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale, che è il Dipartimento di appartenenza del Rettore, professor Giorgio Zauli”.

Non è l’unica osservazione contenuta nell’esposto del costituzionalista di Unife, che fa notare soprattutto l’estraneità e l’effettiva improduttività di Maggi rispetto al suo ambito di ricerca (la divulgazione medico-scientifica): “argomento su cui il suo curriculum non porta precedenti e che non sembra aver generato alcuna ricerca, neanche a livello di progetto”, scrive Bin, aggiungendo che “nelle sue pubblicazioni, tutte conformi alla sua attività di giornalista ‘di ateneo’, nulla indica qualche interesse per il mondo della medicina”.

Le considerazioni di Bin sono di carattere sia legale che etico. Infatti mentre da un lato il docente invita la magistratura contabile a indagare su possibili irregolarità su un episodio che giudica “inaccettabile”, d’altro canto è difficile non osservare nelle parole del costituzionalista una durissima presa di posizione contro Maggi a livello di dell’etica professionale.

Bin infatti scrive che a spronarlo a scrivere l’esposto è stata la scoperta “di ciò che prima ignoravo: cioè che, in un momento in cui i giovani ricercatori sono tenuti fuori dalle università, e da quella di Ferrara in particolare, per la drammatica ristrettezza delle risorse finanziarie ad essi destinate, sia possibile, in forza di una decisione autocratica del Rettore, che si preferisca sprecarle per mantenere in attività un funzionario già collocato a riposo e che ha svolto e svolge funzioni di esclusivo interesse amministrativo”.

Estense.com ha contattato il dottor Maggi per dargli la possibilità di replicare alle accuse e alle osservazioni del docente Unife, ma l’interessato ha risposto di essere ancora all’oscuro del contenuto dell’esposto e di voler aspettare di conoscere la situazione nel dettaglio prima di replicare.

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