Gio 30 Mag 2019 - 2640 visite
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In due in manette per la truffa dell’assegno su Whatsapp

Un 30enne e sua suocera arrestati dai Carabinieri. Avevano messo in vendita un'auto online e per confermare l'affare avevano chiesto alla vittima di mandare una foto del chèque che poi hanno stampato e incassato in una banca

Mai mandare le foto dei propri assegni circolari via WhatsApp a sconosciuti venditori contattati online. In generale, non eccedere con la fiducia. Se c’è una lezione da imparare dagli arresti per truffa compiuti dai Carabinieri di Ferrara è proprio questa.

In manette sono finite due persone: Stefano Tarascio, 30 anni, residente a Ferrara ma originario della provincia di Napoli, molto noto alla giustizia, e sua suocera, Raffaella Amendola, anche lei residente a Ferrara, ma originaria di Salerno. Entrambi avevano architettato una truffa online di cui è stato vittima un ingenuo uomo della provincia di Venezia.

Avevano messo in vendita su Subito.it una Mercedes usata al prezzo di 18.500 euro. La vittima ha abboccato all’amo e si è arrivati a un accordo per la compravendita: pagamento e ritiro a Livorno il 30 maggio. Ma prima l’ignaro acquirente ha dovuto dare conferma della sua serietà inviando su Whatsapp una foto dell’assegno circolare che avrebbe consegnato al momento dello scambio. Detto, fatto: sul cellulare dei truffatori ecco la riproduzione dell’assegno della banca Carige con tanto d’intestazione all’Amendola.

E qui scatta l’altra abilità della coppia che lascia ampio spazio di discussione sulla qualità dei controlli effettuati dagli istituti di credito: Tarascio e la suocera hanno stampato la foto in maniera abbastanza fedele a un assegno reale da ingannare anche un dipendente di una filiale Bper di Bologna, dove il 23 maggio sono andati a depositarlo. Da  quel giorno in poi hanno iniziato a fare dei prelievi dal conto corrente in varie filiali a Ferrara, tre da 2.900 euro, uno da 2.000 euro. In totale 10.700 euro.

Ad alcuni giorni di distanza, il truffato si era accorto che quell’assegno era già stato incassato nonostante fosse ancora nelle sue mani e ne ha fatto denuncia, allertando la banca – che a sua volta ha allertato i carabinieri. I traffici dei due truffatori sono stati segnalati da Bper ai carabinieri di Porotto che si sono attivati insieme ai colleghi del Norm di Ferrara, mettendo definitivamente fine alla truffa.

I due sono stati pedinati e tenuti sotto controllo da militari in borghese fino a che mercoledì 29 non si sono nuovamente recati in una filiale Bper per effettuare l’ennesimo prelievo di contanti, questa volta di mille euro. Una volta presi i soldi, sono stati fermati e perquisiti. Con loro avevano 2.765 euro in contanti, oltre i mille appena prelevati.

In casa, inoltre, sono state trovate numerose buste provenienti da varie banche e indirizzate a varie persone e per questo i carabinieri sospettano che la truffa possa essere molto più estesa.

Al centro il capitano Angeli. Alla sua sinistra il luogotenente Giannini e il sottufficiale Caruso (sezione Operativa). Alla destra il capitano del Norm Di Noia e il luogotenente Carrasi (Radiomobile)

“Ci aspettiamo che ci siano ulteriori casi”, afferma il capitano Marco Angeli, comandante della Compagnia di corso Giovecca, in conferenza stampa insieme al capitano Antonino Di Noia, comandante del Norm; al luogotenente Gennaro Carrasi, comandante dell’aliquota Radiomobile, al sottufficiale Tindaro Caruso della sezione Operativa e al luogotenente Luca Giannini, comandante della stazione di Porotto.

Tarascio e Amendola sono stati posti ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto.

Non mancano anche le indicazione per evitare altri casi simili: “Sconsigliamo tassativamente di mandare su Whatsapp foto di assegni, mai farlo – rimarca Angeli -. Bisogna avere sempre massima prudenza, riceviamo denunce quotidianamente”.

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