Cronaca
18 Maggio 2019
Un uomo di 66 anni condannato per non aver volontariamente restituito i beni mobili presenti in un appartamento al legittimo proprietario

Si aggiudica un’asta ma si appropria anche di beni non compresi nell’acquisto

di Daniele Oppo | 2 min

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Si era tenuto la cucina, il mobilio nuovo del bagno, i dischi di vinile e altri beni mobili presenti nella casa aggiudicata all’asta per 80mila euro, ma che non erano ricompresi nell’acquisto. E non ha mai voluto né restituirli al legittimo proprietario, né pagarne il corrispettivo.

Per questo un uomo di 64 anni alla sbarra per appropriazione indebita è stato condannato dal giudice Costanza Perri a 6 mesi di arresto, 500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 2mila euro a favore del querelante (difeso dall’avvocato Vittorio Zappaterra), oltre alle spese legali.

L’appartamento messo all’asta conteneva ancora alcuni beni per un valore di circa 20mila euro che erano rimasti nella proprietà di un 58enne che aveva subito una procedura di esecuzione immobiliare da parte di un istituto di credito. Tutto riportato nella perizia fatta eseguire dal custode delegato alla vendita e, come emerso durante l’istruttoria, segnalato al nuovo proprietario al momento della consegna delle chiavi.

Il verbale di consegna però, un modulo prestampato, riportava la dicitura che indicava l’immobile come libero da persone e da beni. Ed è su questa base che l’imputato ha risposto picche alla richiesta di restituzione da parte del 58enne, sostenendo sia che non ci fosse nulla, sia che non aveva alcun obbligo nei suoi confronti. La prima opzione smentita dalla sorella della parte offesa e da altri testi che avevano notato i beni appartenenti al fratelli accatastati nel garage (aperto); la seconda smentita dal custode (e dalla perizia da lui fatta eseguire) che ha spiegato come quella dicitura fosse dovuta al prestampato e di aver comunque avvisato il nuovo proprietario.

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