Ven 17 Mag 2019 - 729 visite
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Da Carife a Caricento, Ferrara Civica punta a un “futuro diverso” per credito e finanza

Forni: "Serve banca locale per non perdere ricchezza e ricostruire tessuto creditizio". Se ne parla sabato con il Gruppo Economia

Ferrara è diventata una “moneta di scambio” per le banche: dopo la “scomparsa della Carife come banca di prossimità”, da martedì 21 maggio anche la Caricento “cambierà pelle e diventerà più lombarda e meno ferrarese”, passando nella mani della Banca Popolare di Sondrio. È proprio da questa “perdita di ricchezza che non ricade più sul nostro territorio ma viene esportata fuori provincia” che parte la riflessione della lista Ferrara Civica che organizza due incontri su credito e finanza locale, rispettivamente alle ore 10 e 17 di sabato 18 maggio a palazzo Savonuzzi.

Sul caso Carife, “dopo una rapida carrellata degli eventi e delle riflessioni su un futuro diverso del credito, renderemo di dominio pubblico due documenti mai presentati se non alla commissione d’inchiesta, che fanno percepire nulla di penalmente rivelante ma moralmente discutibile su come veniva gestito il credito alla Cassa di Risparmio” anticipa il capolista Riccardo Forni che non intende “dimostrare la mala gestio” ma almeno una “discutibile modalità di gestione creditizia”.

Il risultato della risoluzione è che “per ricostruire il tessuto di erogazione del credito c’è il deserto: i 70 milioni di euro erogati dalla Fondazione Carife sul territorio non li avremo più, anche andando a trattare con la Bper” commenta Forni, che sogna di “‘ricreare’ una banca locale che reinvesta gli utili in loco”, magari “aprendo un dialogo leale con Bper su basi e contenuti sostanzialmente diversi rispetto agli attuali, non essendo la provincia ferrarese una mucca da mungere”.

Un altro obiettivo di Ferrara Civica – oltre a chiedere al Mise di dichiarare la città “area di crisi industriale complessa” – è fare della città estense un “centro congressuale” dove poter discutere anche di macroeconomia con il Gruppo Economia di Ferrara, “le cui istanze sono state iscritte nel nostro programma” rivela il capolista che – insieme agli aspiranti sindaci Alan Fabbri, Andrea Firrincieli e Roberta Fusari – ha aderito all’iniziativa “Noi sappiamo! Io ti voto se…”.

“Non prendiamo posizione – mette le mani avanti Claudio Bertoni di Gecofe – ma chiediamo alla futura amministrazione di promuovere la sospensione delle regole di politica economica dell’Eurozona, con la conseguente abolizione del Fiscal Compact, e di avviare sistemi comunitari di scambio che aumentino il potere di acquisto senza violare i trattati, promuovendo i certificati di credito fiscale per stimolare i consumi”.

Definendo l’indipendenza della Bce come “abominio contro ogni Costituzione“, Bertoni punta a “cambiare il modo in cui vengono prese le decisioni a livello parlamentare: in Italia deve governare chi lavora, ovvero chi produce ricchezza, e non chi emette denaro o governa la finanza, altrimenti il nostro voto non serve”.

Milena Zaggia, ventinovesima candidata nella lista civica e rappresentante del Movimento Risparmiatori Traditi, riprende infine il caso Carife con l’obiettivo di “tornare dalla commissaria europea Vestager” perché, come ormai noto, “Tercas ha aperto uno spiraglio sulle quattro banche andate in risoluzione”.

All’appuntamento “Il caso Carife e il silenzio della politica. Diamo credito a un futuro diverso” interverranno l’analista finanziario Alfonso Onofrio Scarano, il candidato di Ferrara Civica Luigi Ciannilli e il candidato sindaco Alan Fabbri. A riflettere su “Nuove prospettive per la finanza locale. Diamo un futuro alla comunità locale” ci saranno il candidato Alessandro Pocaterra, l’editorialista economico Maurizio Gustinicchi, il gestore di fondi d’investimento aziendale Marco Cattaneo e lo stesso Bertoni del Gruppo Economia Ferrara.

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