Mar 14 Mag 2019 - 1228 visite
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Mille Miglia, un’emozione lunga 20 anni con la famiglia Borsetti

Mercoledì passa la Freccia Rossa e Nicola si tuffa nei ricordi: "Mio padre era un prestigiatore attento a ogni dettaglio"

Il museo viaggiante unico al mondo, Ferrara la città degli Estensi, Studio Borsetti. Un connubio magico e affascinante, una bellissima storia ricca di persone e incontri speciali, di aneddoti meravigliosi, di emozioni indimenticabili. Un ringraziamento particolare alla mia famiglia, alle ragazze e ai ragazzi dello Studio e a tutti coloro che in questi vent’anni hanno fornito il proprio sostegno, contribuendo con impegno, entusiasmo e passione a rendere straordinario questo evento. Ma… “il pensiero più prezioso” è riservato per te papà!“.

La dedica di Nicola Borsetti al padre Cesare e a tutto lo staff della sua agenzia per celebrare il ventennale della Mille Miglia a Ferrara racchiude tutto lo stupore che sa ancora suscitare il passaggio della Freccia Rossa nel cuore della città estense e, da due anni a questa parte, nel centro di Comacchio.

A poche ore dalla sfilata che mercoledì pomeriggio, a partire dalle 17.30, farà rombare in piazza Trento Trieste i motori di 450 ammalianti auto d’epoca (selezionate tra oltre mille richieste) e delle 150 ‘colleghe’ moderne per il tributo marchiato Ferrari e Mercedes, abbiamo intervistato l’organizzatore che, per una mattina, ha lasciato il suo studio-museo per tuffarsi nei ricordi.

“Nel 1995 ero appena tornato dai militari, avevo ancora il cappello da alpino in mano quando mio papà ha annunciato l’apertura della società che, tre mesi dopo, ha organizzato la prima Mille Miglia” racconta Borsetti junior, “rammaricato di non poter festeggiare questo anniversario con lui, ma il sorriso che aveva quando parlava di Mille Miglia ci accompagna tutti i giorni“.

Tra incursioni nella memoria e battute spiritose – “penso che se fossi nato prima mi avrebbe chiamato Mille o Miglia, non Nicola” – Borsetti conserva l’eredità del padre e porta in alto i suoi valori. “Ci ha insegnato a dare sempre il massimo: ogni anno ripeteva il suo motto ‘facciamo una grande Mille Miglia per la nostra città’ perché lui amava fare eventi per la gente di Ferrara che gli ha sempre riconosciuto umiltà, senso del sacrificio, passione ed entusiasmo“.

Ci sono voluti “cuore e testa” per raggiungere l’obiettivo che si erano prefissati nel ’95, “trasformare questo appuntamento elitario in un evento popolare che attirasse non solo gli appassionati che conoscevano a memoria le auto ma anche le famiglie che, dai bambini ai nonni, desideravano trascorrere una serata diversa”.

Diverse cose sono cambiate dagli albori: la tappa notturna è diventata un passaggio pomeridiano-serale, sul red carpet a quattro ruote passano sempre meno ‘vip’ (tra gli ultimi Joe Bastianich, Piero Pelù e l’attrice Kasia Smutniak), sono scemati i closing party ma “l’evento è cresciuto in maniera esponenziale e, nonostante la concorrenza agguerrita di tanti Comuni, riusciamo sempre di concerto con Comune e Camera di Commercio a far sì che Ferrara giochi un ruolo da protagonista nel percorso di 1600 km definito di anno in anno da 1000 Miglia srl”.

L’avventura ventennale nel nome di Borsetti (dal 1995 al 2007 e dal 2013 al 2019, con in mezzo una pausa dai motori per misurarsi con gli eventi di Capodanno prima del ritorno in grande stile con Teo Teocoli) è divenuta una “vetrina internazionale importantissima per la città e per le aziende che, tra sponsor storici e partner nuovi, credono sempre più in questa manifestazione”, anche se “alle condizioni attuali è difficile che la tappa torni, pure il passaggio non è scontato”.

A rimanere inalterati sono “la passione, il target trasversale e il meteo pazzo” ironizza Borsetti che si lascia andare a un ultimo ricordo: “Mio padre era un prestigiatore attento a ogni dettaglio, un anno è improvvisamente sparito e riapparso con rotoli di plaid da donare alle signore che soffrivano le temperature rigide nel paddock, un altro anno è andato in Curia a prendere il vescovo di allora che ha passato la serata con noi sul palco”.

“Ne parlo spesso con lo speaker Maurizio Olivari, con il centinaio di volontari che ci danno una mano e con chi è cresciuto a pane e Mille Miglia, chi l’avrebbe mai detto che saremmo arrivati fino a qui? E vi ricordate nel 2007 quando portammo un calesse d’epoca con tanto di cavalli e fantini in abbigliamento storico in mezzo alle macchine più belle del mondo?” racconta infine un emozionato Borsetti, già pronto a “studiare subito la prossima edizione con la dedizione che ci contraddistingue”.

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