Ven 19 Apr 2019 - 2407 visite
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Coalizione Civica, da Oxford a Ferrara per Fusari: “Autoritarismo rischia di arrivare anche qui”

Federico Varese in collegamento dall'Inghilterra: "Diamo voce ai ferraresi emigrati". I 32 candidati in campo contro "l'attacco alla democrazia"

Il 26 maggio non c’è in gioco solo il cambio di amministrazione ma dei veri e propri modelli di civiltà. È questo momento storico considerato epocale a spingere i 32 candidati di Coalizione Civica a metterci la faccia per sostenere la candidata sindaco Roberta Fusari che presenta la sua squadra “bella, competente e rappresentativa” a Factory Grisù.

Il ‘terzo polo’ schiera volti nuovi e nomi di rilievo come Piero Stefani, noto ebraista e biblista, che ha deciso di buttarsi in politica perché “è da irresponsabili tirarsi indietro in una situazione in cui sono a rischio i modelli di civiltà e comportamento in due mondi vicini: quello culturale e politico” commenta il teologo che offre il suo “impegno sul mondo della scuola, sul problema ambientale e sul pensiero religioso che non incide sulla laicità della polis ma sulle tracce su cui fondare un pensiero a lungo termine”.

Piero Stefani

A guidare la lista civica sono i giovani Arianna Poli e Adam Atik. La prima – classe 1999, studentessa di scienze politiche e cantautrice, con un passato di militanza in Non una di meno e nei comitati studenteschi – apprezza la convergenza con La città che vogliamo per stilare un “programma credibile e alternativo” che vede come punto prioritario l’ambiente: “Non c’è futuro per le nuove generazioni, per noi vale la clausola generazionale per cui ogni atto amministrativo deve guardare al futuro”.

Il collega Atik – 23 anni, studente di lingue, presidente di Cittadini del mondo e componente della Rete per la pace – va fiero delle sue origini melting pot e si pone due obiettivi specifici: “Unire le voci dei giovani nauseati dalla politica per contrastare il forte astensionismo e cambiare l’approccio alla sicurezza, tema amplificato inutilmente dalla destra. Noi proponiamo di mettere a posto un degrado minimo con soluzioni più efficaci, non con la militarizzazione ma con la coesione sociale“.

Come “esempi positivi nella famigerata zona Gad” viene nominata la realtà imprenditoriale di Gaia Ludergnani, titolare del ristorante Scaccianuvole vicino alla stazione, che “si espone come Elias (proprietario del bar di piazzetta Castellina, ndr) per portare avanti l’attività”.

Tra i “punti di orgoglio”, la coalizione si dice “onorata” di ospitare le candidature di Guido Barbujani, genetista e docente Unife “le cui scoperte scientifiche hanno avuto importanti ricadute dal punto di vista culturale”, e Federico Varese, docente universitario di criminologia a Oxford e tra i più grandi esperti mondiali delle mafie, in collegamento dall’Inghilterra.

“Perché candidarmi a Ferrara? Credo di poter dare voce ai ferraresi emigrati all’estero, usando le loro competenze per una città aperta, europea” spiega il professore, già prestato alla politica nelle fila di Liberi e Uguali, che annuncia tre progetti: creare un dipartimento europeo che coordina le ricerche dei fondi europei, mettere in atto i 12 punti di Avviso Pubblico su legalità e trasparenza, e occuparsi di criminalità “superando la solita diatriba sulla mafia nigeriana: l’unico modo per sconfiggere la microcriminalità è il dialogo e il confronto”.

“In queste elezioni vanno difesi i valori fondamentali come la civiltà, la libertà, l’informazione – è il monito di Varese -. Lo strisciante autoritarismo in tutta Europa rischia di arrivare anche a Ferrara con soluzioni pressapochiste in una economia precaria. La sinistra deve superare i suoi grossi limiti, come l’infatuazione sulle ideologie liberiste che ha portato in parte alla distruzione dello stato sociale, contro la Lega che si mobilita contro un libro di scienze politiche e, attraverso il ministro dell’Interno, interferisce su cosa possiamo studiare, fenomeno indicativo di un pesante clima europeo”.

Alberto Dolcetti

“Se cambiasse la giunta, le cose peggiorerebbero” assicura Alberto Dolcetti, azzerato Carife e pensionato con alle spalle esperienze in ambito cooperativo, che “rientro con grinta dopo il crac Carife per migliorare anche la qualità della vita di Mizzana e non solo”.

Dal ‘congelamento’ di Addizione Civica arrivano Luca Marzola (fisioterapista), Adele Barone (consulente orientamento scolastico) e Gioacchino Leonardi (funzionario Ergo) che sogna un’agenzia per le politiche familiari e un bilancio partecipativo. Dalla Città che vogliamo confluisce l’architetto Beatrice Querzoli che punta a una “integrazione intergenerazionale verso le persone sole e fragili” e “all’avvicinamento della macchina municipale ai cittadini”.

Nei servizi sociali ha speso la sua vita Cinzia Pagnoni che ha conosciuto una “Ferrara coraggiosa” e vuole “salvaguardare quanto raggiunto, difendendo le nuove diversità con nuove forme di integrazione”. Una “politica diversa e innovativa, che segua l’agenda urbana europea per ricadute locali” è quanto segue l’architetto Luca Lanzoni, mentre Antonio Utili, ex dirigente scolastico e attuale scenografo, sente la “necessità di intervenire per fermare l’aggressione alle basi della democrazia”.

Marianna Alberghini

Pensiero condiviso da Marianna Alberghini, precaria e attivista nella rete sulle donne, che invoca i “valori della Resistenza per costruire una nuova società: sono nipote di Ernesto, fucilato dai fascisti a Goro nel ’44, e di Giordano Alberghini, ucciso l’anno dopo negli ultimi due giorni della Liberazione. Bisogna imparare dai nostri avi ora che sta ritornando il nazifascismo”.

Ecco gli altri candidati di Coalizione Civica: Sakina Al Azami (cantante nata nel 1975 a Casablanca), Chiara Alberani (musicista argentana di 60 anni), Federico Battistini (avvocato 30enne), Maurizio Bruni (pensionato portuense di 69 anni), Sara Cambioli (casalinga di 48 anni), Davide Canella (pubblicitario di 34 anni), Francesca Carandina (medico di 45 anni), Simone Diegoli (operaio magazziniere, 46 anni), Adriana Ferraresi (impiegata, 32 anni), Riccardo Gavioli (docente e prorettore Unife, 61 anni), Marco Gozzelino (funzionario Inps, 38 anni), Jacopo Mari (architetto, 34 anni), Marco Manfrinati (cuoco, 53 anni), Lina Pavanelli (medico dell’ambiente, 74 anni), Giuseppina Righetti (operatrice sanitaria, 63 anni), Flavio Romani (presidente emerito Arcigay nazionale, 52 anni) e Chiara Ruzza (ricercatrice precaria, 37 anni).

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