Mar 16 Apr 2019 - 950 visite
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Carife: il decreto slitta a maggio e il governo ‘scappa’ in Calabria

Conte sposta il consiglio dei Ministri lontano da Roma proprio nel giorno della protesta contro il governo. Federconsumatori: "Una logica inaccettabile e promesse infondate"

La manifestazione di alcuni risparmiatori Carife lo scorso 9 marzo a Ferrara

Sedotti, abbandonati e infine ignorati: è un’immagine poco confortante ma purtroppo fin troppo aderente alla realtà quella che descrive le ultime vicende dei risparmiatori ‘azzerati’ di Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Che negli ultimi tre mesi e mezzo (ovvero dall’approvazione della Legge di Bilancio a fine 2018) sono in attesa dei decreti attuativi per sbloccare il fondo per i risarcimenti da 1,5 miliardi stanziato dal governo gialloverde.

Dopo l’ultimo rinvio della scorsa settimana, 17 associazioni avevano annunciato una protesta a Roma per il 18 aprile, nel giorno del Consiglio dei Ministri da cui sarebbe dovuto uscire il nuovo testo del ‘Decreto Crescita’ (che dovrebbe contenere anche le disposizioni attuative per i risarcimenti ai risparmiatori). Ma lunedì mattina da Roma filtrano notizie di nuovi ritardi: il Corriere della Sera rivela che il ‘decretone’ tanto atteso slitterà a maggio a causa della mancanza di coperture economiche. E intanto il governo decide che il consiglio dei ministri del 18 aprile non si svolgerà a Roma, ma – per la prima volta – in Calabria: i ministri non potranno quindi assistere direttamente alla protesta dei risparmiatori e confrontarsi coi suoi protagonisti.

La ragione dello spostamento del consiglio dei Ministri non ha nulla a che fare – almeno ufficialmente – con la contemporanea protesta degli ‘azzerati’ a Roma: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico all’università di Bari, ha affermato di voler dare un segnale di vicinanza a una regione che sconta gravi problemi di criminalità e sicurezza: “Giovedì prossimo saremo in Calabria – ha affermato -, e ho insistito perché si tenesse un Consiglio dei ministri, è la prima volta che accade in Calabria, per dimostrare anche la concreta vicinanza a quella regione sulla quale persistono situazioni non più sostenibili”.

Un “segnale di vicinanza alla Calabria” dal tempismo decisamente inopportuno per i risparmiatori azzerati, per i quali sembra davvero finita la luna di miele col governo, dopo la fase di grande collaborazione e vicinanza nella seconda metà del 2018, quando le delegazioni dei risparmiatori furono ricevute in più occasioni al ministero delle Finanze. Dopo il nuovo rinvio del decreto, lunedì mattina Federconsumatori ha diffuso un durissimo comunicato in cui ripercorre i continui rinvii e accusa il governo di scarsa trasparenza nel prendere le decisioni.

“L’alibi adottato dal Governo per la mancata emanazione dei decreti attuativi – scrive Federconsumatori – sarebbe stavolta individuato nel dissenso di due associazioni dei risparmiatori, secondo quanto riportano diverse fonti di stampa. Non si capisce a questo punto quale sia il ruolo del Governo. In realtà si tratta a nostro avviso, più banalmente, dell’ennesimo tentativo di rimandare ulteriormente una decisione sacrosanta, che non si assume per utilizzare la vicenda in termini elettorali alimentando le promesse di restituire tutto a tutti. Movimento 5 Stelle e Lega, che in campagna elettorale hanno più volte garantito pubblicamente che i risparmiatori sarebbero stati risarciti integralmente, hanno clamorosamente disatteso le aspettative dei cittadini. L’interesse di mantenere unite le diverse anime del Governo evidentemente prevale su ogni altro obiettivo, anche se a farne le spese sono i risparmiatori e le loro famiglie, stremati da anni di battaglie per ottenere i rimborsi dei loro risparmi andati in fumo”.

Secondo il presidente di Federconsumatori Emilio Viafora si tratta di “una logica inaccettabile, specialmente alla luce delle instancabili promesse del governo, che ora appaiono in tutta la loro infondatezza e su cui, non lo dimentichiamo, l’attuale esecutivo ha fondato l’intera campagna elettorale”. L’associazione lancia al governo un ultimatum: “entro il prossimo Consiglio dei Ministri vari i decreti attuativi. In caso contrario siamo pronti a scendere in piazza coi risparmiatori”.

Un ultimatum che cadrà però nel vuoto, alla luce delle notizie che nel frattempo arrivano da Roma e che confermano che il prossimo consiglio dei ministri avrà ben poco a che fare con i risparmiatori azzerati: per il Decreto Crescita dovranno aspettare almeno fino a maggio. La riunione dei ministri non si terrà neppure a Roma, ma in Calabria, per mostrare vicinanza a un grave problema del sud Italia. Ma forse aumentando non poco la distanza con i risparmiatori ‘azzerati’ del nord e centro Italia, ai quali per quasi due anni i rappresentanti di Lega e Movimento 5 Stelle hanno promesso “risarcimenti a tutti e subito”. Salvo poi ritrovarsi alla guida del paese, a dover risarcire per davvero.

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