Gio 11 Apr 2019 - 726 visite
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Il jazz ‘bestiale’ di Mingardi debutta al Torrione: “Tesoro che ti rimane dentro”

Il cantautore apre il tour a Ferrara: "Meticciato musicale per rivivere le emozioni dei grandi standard americani"

“Sarà un concerto per divertirci e far divertire come delle bestie, coinvolgendo anche ritmicamente il pubblico in un affresco su una musica che non è stata superata”. Andrea Mingardi è arrivato oggi in città per ‘testare’ il palco del Jazz Club, su cui sabato 13 aprile (inizio ore 21.30) debutterà il suo nuovo progetto “E allora jazz…”.

Il cantautore bolognese non ha scelto il Torrione a caso per l’anteprima nazionale: “È difficile trovare posti così meravigliosi dove iniziare il tour” racconta lo stesso Mingardi, accompagnato dall’inseparabile moglie Beba Naldi e da Francesco Bettini, direttore artistico di Ferrara in Jazz, pronto ad “abbattere le barriere musicali per far incontrare due mondi diversi, degli appassionati di jazz e della musica di Andrea”.

Ed è proprio dalla contaminazione che parte la riflessione del cantautore: “Come mai ho intrapreso questa strada nuova? Me lo chiedono in tanti ma il meticciato musicale produce sempre cose molto interessanti. E poi sento il bisogno, in quanto unico cantante italiano a conoscere tutti gli standard americani, di riappropriarmi delle emozioni che provavo quando con il 78 giri di mio zio ascoltavo Frank Sinatra, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Nat King Cole, Tony Bennet…”.

I classici del Great American Songbook – su tutti Angel Eyes e Mr Paganini di Fitzgerald, My Funny Valentine di Sinatra o un qualsiasi brano di Gershwin – sono un “tesoro che ti rimane dentro rispetto al tour di Al Bano e Romina in Ucraina, a Mahmood che non mi fa provare niente o al trap che va di moda tra i giovanissimi, che ha testi molto interessanti ma manca proprio la musica… come avere i maccheroni senza il ragù!” ironizza il cantautore, un uomo di pancia e di sostanza verrebbe da dire.

Un ritorno alle radici per “forare il muro dell’indifferenza e rendere questi capolavori fruibili anche ai non intenditori” attraverso la selezione di una ventina di pezzi “che ogni volta che li canto mi si spalancano dei film in bianco e nero”, senza “perdersi in troppi assoli o nella scaletta”.

Dentro conserva l’energia del rock’n’roll – “un elettroshock sociale e sessuale, è stata una rivoluzione” – dei tempi dei Golden Rock Boys –  “urlavo e suonavo la batteria come un pazzo” – ma ora i tempi sono maturi per cimentarsi in “generi che da ragazzo mi hanno preso il cuore e spinto a buttarmi nel mondo della musica: mi sono accorto, dalla radio alla tv, che sono rari o assenti ma contano ancora nella mia storia e nella storia, non possono essere rimpiazzati o superati”.

La pensa come lui la “squadra formidabile” che lo accompagnerà sul palco del Torrione: Sandro Comini al trombone, Teo Ciavarella al pianoforte, Maurizio Tirelli alle tastiere e synth, Felice Del Gaudio al contrabbasso e Lele Barbieri alla batteria, sotto l’organizzazione di Enrico Malucelli e la voce di Manuela Cortese, con cui si prospettano duetti indimenticabili.

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