Con 20 voti favorevoli (Pd, gruppo misto e M5S) e 6 voti di astensione (FI, Lega, FdI/An) il Consiglio comunale ha approvato il regolamento che ridisegna un po’ il perimetro commerciale delle centro di Ferrara. L’atto è stato presentato dall’assessore Roberto Serra e individua due distinte aree, una chiamata “Cuore del centro Unesco” e l’altra “Centro Unesco entro mura” che, con l’intento di migliorare il decoro urbano, prevedono diversi limiti alle attività commerciali di nuovo insediamento per i prossimi tre anni.
“La parola d’ordine è stata condivisione – spiega l’assessore Serra -. È stato un percorso lungo, iniziato del 2018, in cui sono state fatte anche delle modifiche in risposta alle riflessioni fatte con le associazioni di categoria”. Serra ci tiene a spiegare che i tempi sono stati necessari anche per avere più solidtià dal punto di vista legale: “La nostra intenzione era dare alla città un regolamento temporaneo che poggiasse su solide basi di diritto”.
Il ‘centro-centro’. Nella prima area, quella più centrale, sarà vietato insediare nuovi locali con distributori automatici di cibi e bevande; attività di “money change” e “money transfer” esercitate in maniera esclusiva o prevalente; “phone center” (servizio di telefono pubblico), “internet point” esercitate in maniera esclusiva o prevalente; esercizi che pongono in vendita armi e munizioni, articoli militari, materiale esplosivo inclusi fuochi d’artificio; lavanderie a gettone; attività di “compro-oro” all’ingrosso e al dettaglio esercitate in forma prevalente; centri massaggi non inerenti ad altra attività regolarmente abilitata di centro sportivo, o attività estetica, o centro fisioterapico, o che non siano riconducibili alle discipline del benessere e bionaturali, con lo svolgimento congiunto di altre attività di tali settori, così come individuate dalla normativa regionale di riferimento;commercio di merci “ingombranti” (esclusi esercizi relativi alla vendita di mobili di antiquariato ovvero mobili con esposizione in casi particolari”.
Il centro entro mura. Alcuni di questi limiti saranno validi anche un po’ più distanti dal centro, ma alcune attività rimarranno consentite. Ad esempio ci potranno essere dei “phone center” (servizio di telefono pubblico) o “internet point” purché abbiano alcune specifiche caratteristiche di tipo dimensionale e servizi igienici sia per gli addetti che per i fruitori. Ok anche alle lavanderia a gettone ma solo se funzionanti con il sistema di accesso mediante scheda magnetica di riconoscimento da parte dei fruitori del servizio.
Servizi igienici. Altra novità è che in entrambe le aree “Cuore Unesco” e “Centro Unesco entro mura” in tutti i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di nuovo insediamento dovrà obbligatoriamente esserci almeno un servizio igienico accessibile da parte del pubblico e fruibile da disabili. L’accesso al servizio igienico da parte della clientela – inoltre – non deve prevedere l’attraversamento di aree adibite a laboratorio o a deposito.
Commercio ambulante. Il nuovo regolamento triennale per il centro vieta anche lo svolgimento di attività di commercio ambulante in forma itinerante al di fuori di attività mercatali e fiere già autorizzate ( c.d. spunta) e l’istituzione ed il trasferimento di nuovi posteggi sparsi per il commercio su area pubblica. Per il subentro in posteggi già esistenti vengono stabiliti dei limiti di tipo merceologico, legati alla loro ‘ferraresità’.
La delibera prevede, infine, che l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria avviino un percorso strutturale per la valorizzazione commerciale del centro storico estense.
Il testo finale della delibera è stato modificato leggermente da due emendamenti (uno di Claudio Fochi del M5S e l’altro di Alessandro Talmelli del Pd, mentre non è passato quello di Lorenzo Marcucci del M5S che chiedeva un estensione dei divieti relativi ai money trasnfer anche alla Gad)
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