Mer 27 Mar 2019 - 1506 visite
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Sanità, ultimatum dei sindacati: “Riorganizzazione in 10 giorni”

Cgil, Cisl e Uil "arrabbiati e preoccupati" in conferenza socio-sanitaria. "Da anni si rinvia l'integrazione delle due aziende, basta prese in giro"

Il progetto di riorganizzazione delle rete ospedaliera fermo da anni; un calo del 30% dei posti letto per l’Ausl; reparti di chirurgia di Cento, Argenta e Lagosanto che lavorano al 40% delle loro potenzialità; una sostanziale incapacità di gestire il personale in modo integrato; il tutto nel silenzio dei sindaci.

Sono diversi gli aspetti che fanno “arrabbiare e preoccupare” Cgil, Cisl e Uil che nella conferenza territoriale socio-sanitaria di martedì hanno lanciato un ultimatum: attuare nel giro di dieci giorni i contenuti dell’accordo quadro, definito l’11 gennaio 2016 e approvato il 30 gennaio 2017 per riformare la sanità provinciale attraverso l’integrazione delle due aziende sanitarie ferraresi, come proposto già nel 2015.

Passano gli anni ma tutto tace – denuncia il segretario generale Cgil Cristiano Zagatti -: già lo scorso novembre abbiamo chiesto lo stato di avanzamento del progetto di riorganizzazione e un focus sulla mobilità sanitaria provinciale, unico indicatore oggettivo che dimostra se la riorganizzazione funziona o meno, ma nella seduta del 19 dicembre la discussione viene rinviata a gennaio, poi salta il 6 marzo perché ci sono punti più prioritari e così si arriva al 26 marzo”.

All’ordine del giorno riorganizzazione, mobilità, servizio trasporto pazienti Ausl e centrale di dimissioni e continuità assistenziale. Ma anche questa volta nulla di fatto: “Il presidente Nicola Rossi rinvia la discussione sulla mobilità perché mancano i dati aggiornati e tutti i sindaci lo votano all’unanimità, peccato che noi chiediamo di discutere l’andamento dal 2012 al 2017 e il silenzio dei sindaci sa di presa in giro e di un venir meno alla loro responsabilità istituzionale”.

“Un’altra cosa simpatica – ironizza Zagatti – è che il dg dell’Ausl, Claudio Vagnini, invece di dare aggiornamenti sull’integrazione tra le due aziende sanitarie, non fa altro che leggere gli atti dell’accordo quadro del 2017: non sono stati attuati gli accordi interaziendali per l’unificazione del servizio personale, tecnico e di ingegneria clinica così come non ci sono gli atti per la nomina dei vertici dei dipartimenti interaziendali”.

Il suo collega dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Tiziano Carradori rendiconta “una dotazione dei posti letto sostanzialmente uguale per Cona mentre quella dell’Ausl è calata del 30% dal 2012 al 2017, pari a una perdita di 460 posti letto (211 al Delta, 148 a Cento e 101 ad Argenta) e accessi al pronto soccorso del Sant’Anna passati da 75mila a 91mila con conseguente calo negli altri pronto soccorso”.

Alla luce della crescita dei ricoveri medici e chirurgici (+10%) nell’Azienda Ospedaliera a fronte del calo dell’Azienda Usl, “Carradori mette in discussione Vagnini, segnalando che la chirurgia a bassa intensità e la mancata riorganizzazione determinano l’incapacità di agire sulle liste di attesa a Cona, con i reparti di chirurgia di Lagosanto, Argenta e Cento che hanno una potenzialità inespressa al 60%, determinando la privatizzazione della chirurgia programmabile”.

Seguono gli interventi del sindaco di Codigoro Alice Zanardi (che richiede l’invio dei dati per l’analisi), il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini (che esprime un giudizio negativo sui ritardi nell’integrazione) e l’assessore alla Sanità Chiara Sapigni (che invita i presenti a guardare anche le cose fatte bene).

“A questo punto – prosegue la ricostruzione Zagatti – abbiamo chiesto un atto di responsabilità a tutti i sindaci, di dare mandato di attuare nel giro di dieci i contenuti dell’accordo quadro, ma anche in questo caso nessuna risposta fino a quando il presidente ha rinviato la conferenza perché non vi era più il numero legale per andare avanti”.

La chiusura del segretario generale Uil Massimo Zanirato, affiancato dalla ex segretaria Cisl Claudia Canella e dalla responsabile welfare della Cgil Rita Turati – è tranciante: “C’è un problema del gruppo dirigente che non prende decisioni e preferisce non parlare sotto le elezioni. Ma i problemi ci sono e vanno affrontati come il calo delle nascite all’ospedale di Cento: nel 2018 sono nati 329 bambini, ben al di sotto della soglia minima di 500 parti. Le soluzioni sono due: o lo chiudiamo o troviamo un modo di alzare la soglia. Ma se non se ne parla nella conferenza socio-sanitaria…”.

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