Lunedì 27 aprile chiude il Ponte Nuovo
Lunedì 27 aprile è la data fissata per la chiusura del Ponte Nuovo, per consentire così l’avvio dei lavori che porteranno alla sua demolizione e poi al suo rifacimento
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Giovedì 26 marzo, presso l'auditorium Pandurera, in doppia replica alle 10 e alle 21, si terrà "4mleto" lo spettacolo conclusivo del progetto Obiettivo Teatro
Anche nel 2025, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea presente in tutte le città emiliane e nel mantovano, ha continuato a crescere superando la simbolica quota di 12 miliardi di euro di mezzi amministrati
Il Comune di Cento, attraverso il Centro Studi Internazionale "Il Guercino", con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, ha infatti ufficialmente pubblicato il bando per la seconda edizione del Premio Internazionale di Saggistica

Paolo Da Lan
Il pericolo principale per la Vm Motori e i suoi dipendenti? Le spinte politiche verso la produzione e l’uso di auto elettriche. È quanto sembra suggerire Paolo Da Lan, segretario dei metalmeccanici Uil di Ferrara.
«In questi giorni mi è capitato di leggere spesso l’esistenza di preoccupazioni provenienti dal mondo della politica sul futuro più o meno incerto degli stabilimenti legati al gruppo Fca. Sicuramente tutti motivati da vera preoccupazione e interesse – notato il sindacalista -. A me che però è richiesto una attenzione forse differente, trovo che gli amministratori pubblici, invece di chiedere all’azienda e al sindacato cosa sta avvenendo in quel grande gruppo, dovrebbero prioritariamente chiarire cosa vogliono loro in tema di politiche energetiche e inquinamento.
Sarò un po’ abrasivo ma trovo che la politica, sia di governo che di opposizione, quando mi chiede quali siano le prospettive di Vm Motori mi sembra un po’ come quel sindaco che decide quasi improvvisamente, in una strada trafficata, di porre dei limiti di velocità di giorno in giorno sempre più bassi fin quasi ad arrestare il flusso, per poi andare a chiedere agli automobilisti perché il traffico si ferma e non scorre, lascio a lei immaginare la risposta dei guidatori».
In altri termini, Da Lan critica da un lato le politiche ambientali e i limiti alla circolazione – «le soglie di emissioni di CO2 per Km, i limiti di circolazione, esistenti e futuri, degli euro 3, euro 4, euro 5 e così via» – dall’altro le spinte verso un cambio delle motorizzazioni, in direzione auto elettrica, che a suo avviso determinerebbe una perdita di posti di lavoro e anche danni all’ambiente, questo nonostante – va sottolineato – gli scienziati siano da decenni molto chiari nel dire che uno dei passi principali da realizzare per mitigare gli eventi disastrosi determinati dai cambiamenti climatici sia proprio quello di abbandonare i combustibili fossili (anche per i trasporti) e farlo il prima possibile.
«Se un’ecologia “malata” impone scelte drastiche in tempi industrialmente brevissimi non ci si può poi interrogare sulle conseguenze. Oggi siamo di fronte al fatto che si sta imponendo un nuovo mantra: l’auto elettrica – afferma Da Lan -. Nessuno però si è preso la briga di calcolarne gli impatti sull’occupazione, sull’approvigionamento dell’energia elettrica, sulla sua distribuzione e non ultimo sui costi energetici e ambientali di questo cambiamento (in realtà questo non è del tutto vero, ad esempio l’Agenzia europea per l’ambiente in questo studio, ndr). Dato che per la Uilm seguo il territorio di Ferrara e quindi Vm Motori, un po’ di analisi me le sono fatte, anche molti lavoratori della Vm se le sono fatte, e il risultato è che quanto si sta facendo produrrà effetti dirompenti sull’occupazione e sull’economia. Parliamo di qualche centinaio di migliaia di posti di lavora a rischio effettivo in Italia – afferma il sindacalista -. Se almeno l’ambiente ne traesse beneficio uno potrebbe anche provare a farsene una ragione, non è così purtroppo. I dati che abbiamo analizzato sovvertono totalmente l’idea che il sogno dell’auto elettrica sia nel nostro immediato futuro. O meglio, ad oggi sembra sia nell’immediato futuro ma non sarà un sogno, sarà un incubo. Oggi chi spinge per la conversione della motorizzazione da endotermica ad elettrica non fa assolutamente il bene dei lavoratori né dei cittadini, anzi, è il miglior alleato di tedeschi, francesi e cinesi che dominano invece quel tipo di mercato».
Rimane però almeno un nodo, che è quello che ha caratterizzato gli ultimi anni della Vm: la produzione diesel centese, per quanto avanzata, non ha gli sperati sbocchi nel mercato statunitense e gli sperati tempi migliori sono rinviati di stagione in stagione. L’effetto finora è stato di portare l’azienda a fare un massiccio uso di ammortizzatori sociali con lunghi periodi cassa integrazione, alla quale si è aggiunta anche la solidarietà. Difficile pensare che, auto elettrica o meno, le cose possano andare avanti così senza contraccolpi. Inoltre rimane da capire dove si innesti la competitività di Fca con le altre aziende se tutte stanno cambiando terreno di gioco, spostandosi su altre motorizzazioni, peraltro supportate non solo dalla politica italiana ma anche da quella europea.
In ogni caso, «per uscire dai sogni e dagli incubi serve aprire un po’ gli occhi – conclude Da Lan -, l’attenzione che si sta ponendo in Emilia Romagna alla questione degli stabilimenti Fca è un bel segnale che la politica sta mandando, a noi tutti coglierlo per evitare drammi e sogni infranti».
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