Ven 18 Gen 2019 - 1655 visite
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Diamanti: tensione alle stelle tra Comune e Ministero. Tagliani valuta cause legali

L'incontro col ministro Bonisoli mette ulteriormente in discussione l'opera, appesa al parere di un dirigente ministeriale a quasi due anni dal bando

Sale la tensione tra il sindaco Tiziano Tagliani e il ministro alla cultura Alberto Bonisoli, dopo l’incontro ‘chiarificatore’ (almeno nelle intenzioni iniziali) che si è svolto a Roma per discutere del progetto di riqualificazione del Palazzo dei Diamanti, ormai un caso nazionale dopo l’appello per impedire l’opera lanciato da Vittorio Sgarbi.

Nonostante la compostezza ed eleganza delle comunicazioni ufficiali, è infatti piuttosto chiaro che il colloquio tra sindaco e ministro non ha portato le rassicurazioni che Tagliani sperava. Anzi: al momento il progetto è più in bilico che mai. Appeso a quello che sarà il parere del direttore generale della sezione Archivi del ministero, Gino Famiglietti, che dovrà arrivare entro domani (venerdì 18 gennaio) e a cui la Sovrintendenza di Ferrara sarà obbligata ad adeguarsi. E ora il sindaco non esclude di procedere per vie legali in difesa dell’opera.

“Il sindaco – è la comunicazione ufficiale del Comune – ha illustrato al Ministro le caratteristiche salienti del progetto, sottolineando in particolare il carattere di reversibilità e congruità del padiglione esterno con gli intenti di tutela e valorizzazione dell’edificio. Il ministro Bonisoli ha assicurato che le decisioni della struttura ministeriale non sono assolutamente influenzate dalle recenti polemiche e dalle manifestazioni di opposti indirizzi evocate da petizioni, articoli di stampa e prese di posizione di varia natura. Tuttavia, il Ministro ha anticipato al Sindaco che oggi perverrà da parte del direttore generale dott. Gino Famiglietti, indirizzato alla competente soprintendente dott.ssa Cristina Ambrosini, un atto di orientamento al quale la soprintendente dovrà conformare il proprio parere”.

Una posizione, quella del ministro, che secondo Tagliani contiene qualche contraddizione: in primis riguardo le tempistiche delle procedure ministeriali. Infatti Bonisoli, pur dichiarandosi libero da influenze dovute alle recenti polemiche, di fatto ha deciso di interessarsi al caso solo negli ultimi giorni e l’intervento decisivo di Famiglietti, da cui dipenderà la sopravvivenza del progetto, è stato richiesto dal ministero a quasi due anni dal lancio della gara, dopo il clamore suscitato dall’iniziativa di Sgarbi.

La comunicazione di Tagliani rimane su toni istituzionali, ma lascia trasparire che le posizioni del Comune e del ministero, ad oggi, sono molto distanti. “Il Sindaco, rammentando che proprio domani, venerdì 18 gennaio 2019, scadono i termini previsti dalla legge per l’espressione del parere da parte della Soprintendente, si riserva di valutare nel merito gli atti e di trarne tutte le conseguenze, comprese quelle di natura legale. Giudica comunque singolare che un atto di orientamento del direttore generale giunga letteralmente all’ultimo minuto dopo quasi due anni dall’inizio della procedura che, ricorda, era stata istruita d’intesa con la Soprintendenza”.

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