Mer 12 Dic 2018 - 1195 visite
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Cinque punti per l’ambiente, Colonnello, e magari la sostengo

“Oslo senza auto” titola il Sole 24ore di domenica 9 dicembre. Oslo, capitale della Norvegia, 650.000 abitanti, temperatura media di 3,8 gradi.

Girare senz’auto può spaventare eppure si decide che è meglio così: “la capitale norvegese punta a tagliare le emissioni del 36% entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990) e addirittura del 95% entro il 2030”. Strategie? Tutti i mezzi pubblici, taxi compresi emission free, ovvero liberi da emissioni inquinanti.

Già ora il 60% di questi mezzi sono elettrici, ibridi o a idrogeno, grazie a 1300 punti di ricarica in città. Compostaggio spinto dei rifiuti dal quale ricava biogas utilizzato per autobus urbani e camion del trasporto rifiuti. Chiusura del centro storico alle auto, anche elettriche, e guerra alla mobilità privata, favorendo… i percorsi pedonali e ciclistici!

Piedi e pedali, sissignore! Con incentivi alle biciclette elettriche, anche per i piccoli trasporti urbani. Infine edilizia verde con incentivi alla rimozione delle vecchie caldaie e sostituzione con impianti ad utilizzo di fonti rinnovabili, cantieri sostenibili che si autoproducono energia per i macchinari con pannelli solari. Solari, sì in Norvegia!

Bene, ora veniamo a quella Ferrara che il Manifesto della “Città che vogliamo” definisce “gentile e coraggiosa” e che il Colonnello Candidato fa mostra di apprezzare.

Il coraggio oggi parte dalla sfida ambientale, la prima – imprescindibile – dalla quale parte tutto il resto, anche se l’umanità sembra dimenticarsene ogni giorno!

Ferrara non respira, prima ancora di essere insicura, Ferrara rischia di finire sott’acqua prima ancora di essere accogliente, quindi deve essere soprattutto coraggiosa, come lo è Oslo, magari popolata da gente certamente più giovane ma molto più svantaggiata in termini di dimensioni e di meteo.

Cinque – le dita di una mano – le priorità ambientali da affrontare a Ferrara:

1) bonifiche dei siti inquinati, 2) manutenzione dell’esistente (dalle infrastrutture al verde), 3) stop al consumo di suolo, 4) gestione pubblica dei servizi essenziali come il ciclo integrato dell’acqua e lo smaltimento rifiuti, 5) mobilità sul modello di Oslo!

Qui non si tratta più però soltanto di ascoltare le idee e le proposte che vengono da tanti esempi europei e non solo, ora è arrivato il tempo di agire il coraggio e mettersi in campo per cambiare il presente e progettare un futuro anche per chi non lo sa nemmeno immaginare.

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