Mer 12 Dic 2018 - 543 visite
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Protezione Civile: “Scenario pericoloso per costa fragile e argini invasi dagli animali”

Cantieri urgenti ai lidi entro Natale. Miccoli: "Se non si agisce preventivamente rischiamo di pagare costi venti volte superiori"

Una “terra straordinaria ma fragile” di cui “dobbiamo prenderci cura tutti insieme”. È in questi termini che l’assessore regionale Paola Gazzolo presenta la situazione di vulnerabilità a Ferrara a dieci mesi dall’entrata in vigore del nuovo codice della Protezione Civile che guida non solo la gestione delle emergenze ma tutto il sistema di allertamento, pianificazione e mitigazione del rischio.

Il primo bilancio è stato stilato alla conferenza provinciale permanente “Stato, Regioni, Comuni: competenze e raccordo tra i diversi livelli del sistema di protezione civile alla luce del nuovo codice” che martedì mattina ha riunito in Castello sindaci e amministratori locali, le componenti del sistema di protezione civile provinciale e i vertici di quello regionale, che si ridanno appuntamento all’inizio del prossimo anno per l’arrivo in città del capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli.

Ad aprire i lavori è il prefetto Michele Campanaro: “Ci stiamo preparando al meglio alla stagione invernale che statisticamente richiede maggior impegno, mercoledì si riunirà infatti il comitato operativo per la viabilità per approvare il piano di gestione neve. La verifica dell’efficacia del sistema di allertamento e la predisposizione delle pianificazioni territoriali sono gli elementi qualificanti del nuovo codice che ha funzione di collante del sistema legislativo, giustamente riorganizzato a distanza di 25 anni dalla legge 225″.

“Il sistema di protezione civile funziona perché è ben organizzato, si basa sulla sussidiarietà e rappresenta una delle risposte più efficaci ed efficienti agli effetti del cambiamento climatico” interviene l’assessore regionale Gazzolo che dal 2015 ha affrontato cinque emergenze, tra siccità e maltempo, e realizzato 160 interventi dal valore di 32 milioni di euro per la messa in sicurezza.

“Mentre la pubblica amministrazione continua a investire sulla messa in sicurezza del territorio (la Regione ha raddoppiato i fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria con 12 milioni solo nel 2018) – ricorda Paola Gazzolo -, deve crescere la consapevolezza di operatori e cittadini sul rischio che non può essere eliminato ma conosciuto. È importante lavorare sulle cause per intervenire sugli effetti con l’obiettivo di resilienza”.

L’ultima emergenza, quella di ottobre-novembre, ha causato una “moria di alberi e danni enormi sulla costa“, per i quali “entro Natale partiranno i lavori di somme urgenze da 500mila euro” assicura l’assessore regionale alla protezione civile, in attesa del masterplan che individua “strategie più strutturate” e che verrà presentato a gennaio a Comacchio.

“L’infrastrutturazione definitiva della costa deve essere una priorità perché siamo davanti a uno scenario pericoloso e costoso: il ripascimento ha dato effetti positivi ma non basta, se non si agisce preventivamente rischiamo di pagare costi venti volte superiori” avverte Claudio Miccoli, responsabile dell’agenzia regionale sicurezza e protezione civile area Reno e Po di Volano, che vive come un “obbligo tecnico, politico e morale salvaguardare il territorio che altrimenti non esisterà più”.

Un’altra grave criticità del territorio è il dissesto idrogeologico che rischia di peggiorare ora che gli “argini sono diventati grand hotel per nutrie, volpi, istrici e tassi: ce n’è una quantità industriale e inaccettabile perché può causare un disastro come successo nel Secchia” è il secondo allarme lanciato da Miccoli che individua come obiettivi “governare a 360° la manutenzione dei corsi d’acqua per individuare le tane” e “ricalibrare la nostra concezione di piogge eccezionali che non sono anomalie ma la futura normalità“.

La vulnerabilità territoriale e l’importanza dell’informazione ai cittadini è al centro anche dell’intervento di Maurizio Mainetti, direttore dell’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile, che riferisce che “12 su 23 Comuni del Ferrarese devono ancora aprire il portale per la comunicazione ai cittadini“. “Il flusso informativo tra prefettura e dipartimento è invece a pieno regime” puntualizza la capo di Gabinetto Mariaclaudia Ricciardi.

“Finalmente la protezione civile trova un quadro di riferimento legislativo molto chiaro in un Paese sempre più segnato dalle emergenze idrogeologiche, ma siamo lontani dagli obiettivi ottimali” ammette il sindaco Tiziano Tagliani, affiancato dalla presidente della Provincia Barbara Paron che auspica un “approvvigionamento delle risorse provinciali per fare rete su sicurezza e prevenzione per offrire la miglior risposta possibile in caso di bisogno”.

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