Cronaca
24 Novembre 2018
Misure cautelari più che raddoppiate negli ultimi tre anni contro i responsabili di maltrattamenti fisici o psicologici

Carabinieri in prima fila nella lotta alla violenza contro le donne: “Non bisogna avere paura di denunciare”

di Ruggero Veronese | 3 min

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Parliamo di situazioni spesso drammatiche, dove la prima e spesso più grande difficoltà sta nel portare alla luce e denunciare i casi di violenza (sia fisica che psicologica), spesso confinati tra le mura domestiche o in contesti privati. E proprio questo è uno dei punti su cui si sofferma maggiormente Desideri, che fa capire come la violenza sulle donne vada combattuta non solo attraverso leggi, azioni di repressione e provvedimenti della magistratura, ma anche con un lungo lavoro di sensibilizzazione culturale e instaurando e coltivando un rapporto con le vittime basato sull’empatia e la comprensione reciproca.

Da questo punto di vista le attività dei carabinieri di Ferrara sono numerose, sia a livello di gestione interna che per quanto riguarda le novità nazionali degli ultimi anni nel contrasto alla violenza di genere. “Recependo l’articolo 3 della Convenzione di Istanbul – afferma Desideri – l’Arma si è dotata di una struttura speciale con personale ad altissima specializzazione, presente in tutti i comandi provinciali”. Chiunque vuole segnalare casi di violenza può contattare il numero 1522 (del centro Anti Violenza e Stalking), oltre al 112 i cui operatori hanno ricevuto una formazione per occuparsi anche di situazioni delicate. Ma secondo Desideri la formazione riveste un ruolo fondamentale anche per il resto del corpo: “Presto inizieremo un addestramento ‘a cascata’ a partire dai nostri 38 comandanti delle stazioni locali, ai quali seguiranno i comandanti del nucleo operativo di compagnia e tutto il personale femminile che il comando provinciale ha a disposizione”. Il ruolo giocato dalle carabiniere può essere infatti decisivo secondo il colonnello: “Ormai rappresentano il 19% della nostra forza – afferma Desideri – e rappresentano una risorsa importantissima anche per quello che riguarda l’approccio con le vittime”.

Il resoconto degli ultimi anni descrive una situazione in costante evoluzione e molto varia a seconda dei reati: il totale dei reati perseguiti scende da 149 a 94 dal 2016 al 2018 e il calo maggiore è quello rappresentato dai reati persecutori (come lo stalking), scesi da 72 a 22. Si mantengono invece abbastanza costanti i maltrattamenti in famiglia (da 68 a 66) e le violenze sessuali (da 9 a 11). Nonostante il calo generale dei reati, sono cresciute le misure cautelari, segno di una maggiore efficacia nel contrasto al fenomeno, come i divieti di avvicinamento raddoppiati dal 2016 al 2018.

Il messaggio che torna più volte è però l’appello alle vittime e a chi è conoscenza di situazioni di violenza di far venire alla luce gli episodi: “In qualunque caso in cui ci può essere qualcosa da denunciare, il messaggio che la nostra istituzione vuol dare è di superare quel timore dei giudizi altrui e la paura di non essere creduti. Le donne possono contare sull’Arma e denuncia quanto accade è l’unico modo per iniziare a risolvere i problemi”.

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