ven 9 Nov 2018 - 945 visite
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Carife, tra risparmiatori e governo torna la pace: “Ma è finito il tempo delle promesse”

Dopo un acceso confronto al ministero le associazioni escono soddisfatte: al via un tavolo tecnico permanente per proporre gli emendamenti

Tra i risparmiatori insieme al sottosegretario al Mef Alessio Villarosa, anche Marco Cappellari (Amici di Carife), Milena Zaggia e Giovanna Mazzoni (Risparmiatori Azzerati Carife)

Quando un confronto viene definito “acceso e vivace”, spesso e volentieri significa che tra i presenti è volata qualche parola forte. Se poi diventa anche “utile e proficuo”, probabilmente le parole forti hanno sortito l’effetto desiderato. Definizioni che si applicano perfettamente all’incontro di giovedì pomeriggio al Ministero dell’Economia tra il governo e le associazioni dei risparmiatori delle banche ‘azzerate’. Per le quali è scattato l’allarme rosso dopo la pubblicazione del testo della manovra di bilancio, che continua a presentare punti critici e soprattutto in contraddizione con le promesse di Lega e Movimento 5 Stelle per un totale rimborso dei risparmiatori traditi.

Le associazioni entrano al Mef pronte a dar battaglia ed escono decisamente più soddisfatte: anche se il governo (rappresentato dai sottosegretari all’economia Villarosa e Bitonci) non ha messo ‘nero su bianco’ alcuna modifica al disegno di legge – ma del resto non era nemmeno la sede adatta per farlo -, si è impegnato ad avviare un confronto tecnico permanente con gli esponenti delle associazioni, per lavorare insieme agli emendamenti che verranno presentanti in Parlamento dai parlamentari leghisti o pentastellati. Gli obiettivi principali dei risparmiatori sono noti: in primis un percorso semplificato per i ricorsi all’arbitrato della Consob (Acf) e la possibilità che questi ricorsi coprano tutti i titoli nel portafoglio azionario (e non solo quelli acquisiti in particolari frangenti, come l’aumento di capitale del 2011 per quanto riguarda Carife). In secondo luogo, che l’entità dei rimborsi sia superiore al 30% scritto nella legge. E quindi di esplicitare nel testo della legge che ogni quota parziale sarà un “acconto” sul totale (dichiarato ma mai davvero formalizzato dal governo) e i tempi e i modi attraverso cui verrà rimpinguato il Fondo di Ristoro.

“Contenti? Lo saremo quando il governo metterà nero su bianco le sue promesse – afferma Milena Zaggia dell’associazione Risparmiatori Azzerati Carife -, ma di certo oggi abbiamo fatto passi avanti importanti: è stato creato un tavolo di lavoro che si riunirà periodicamente e a cui parteciperà un rappresentante di ogni associazione, e questo lavoro produrrà gli emendamenti che saranno votati in Parlamento. E i rappresentanti della Consob ci hanno garantito procedure semplificate per i ricorsi all’Acf, e soprattutto che copriranno tutte le azioni nel portafoglio titoli e non solo quelle dell’aumento di capitale”. Proprio per quanto riguarda l’arbitrato Consob, le rassicurazioni dei suoi funzionari cambiano anche le strategie per i risparmiatori in attesa di fare ricorso: visto che per gli ‘azzerati’ delle banche verrà redatto un regolamento semplificato ad hoc, meglio attendere ancora per un paio di mesi la nuova norma, in modo da rientrare nella ‘corsia preferenziale’ riservata alle vittime dei crac bancari.

I Risparmiatori Azzerati Carife comunque oggi vedono il bicchiere mezzo pieno: anche se hanno dovuto fare più pressioni del previsto sul ‘Governo del Cambiamento’, il trattamento che stanno ricevendo viene comunque visto come passo avanti rispetto al precedente governo, sia per l’entità del fondo (da 150 milioni di euro a 1,5 miliardi), sia per “la disponibilità al confronto che abbiamo avuto in questi incontri. Poi non ci dimentichiamo che la chiarezza dal governo l’abbiamo dovuta chiedere noi – rimarca Zaggia -, ma se ora ce la danno, siamo disposti a concedere il beneficio del dubbio”.

Concetti non lontani da quelli espressi da Marco Cappellari dell’associazione Amici di Carife, che sottolinea il bisogno di avere “certezze scritte dal governo, per rimediare a punti molto controversi come la necessità di dimostrare singolarmente il mis-selling (quindi senza procedure semplificate per l’Acf) e la rinuncia automatica al 70% dei rimborsi, una sorta di condono tombale sul mondo bancario. Tutti gli articoli che contengono formulazioni vaghe e generiche devono contenere delle certezze, ad esempio sulla questione dell’acconto che vogliamo sia scritta in maniera esplicita. Ormai siamo vicini al terzo anniversario dell’azzeramento delle azioni di Carife e delle altre banche: è ora di avere giustizia”.

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