mer 19 Set 2018 - 534 visite
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Franciacorta: un territorio da vivere e da gustare

Per scoprirne l’incanto di questa terra, il modo ideale è muoversi liberamente fra borghi e colline

Il nome identifica contemporaneamente un territorio straordinario, un vino superlativo ed una zona di produzione nota ed acclamata in tutto il mondo. Sono tanti i percorsi di scoperta a piedi ed in bici Franciacorta, un territorio mille tesori. Potrebbe essere questo il modo migliore per identificare questa terra (circa 200 chilometri quadri), ben piantata nel cuore della Lombardia e disposta a ventaglio attorno al lago d’Iseo.

Per scoprirne l’incanto, il modo ideale è muoversi liberamente fra borghi e colline, lasciandosi catturare dal loro tranquillo fascino, fermarsi nelle cantine per degustare i vini, scovare nei vari paesi piccoli negozi d’artigianato e antiquari, curiosare fra le bancarelle di mercatini e piccole rassegne di antichità, farsi tentare dalla gola in trattorie dall’atmosfera familiare o in raffinati ristoranti dove carne e pesce di lago si avvicendano in splendida armonia.

La Franciacorta è una terra adatta ad un turismo slow. E, per questo, è un paradiso per gli appassionati delle due ruote ed anche per coloro che amano camminare anche per lunghi tratti, alla scoperta delle colline tappezzate di vigneti, che si perdono a vista d’occhio, delle torri e dei castelli medievali e dei vini di eccellenza fra cui il Franciacorta, quello più famoso, che fa “il paio” con una gastronomia da 30 e lode.

Sono una quindicina gli itinerari di vario genere e con varie difficoltà che si snodano in questo territorio. Sono anche tante le passeggiate – che si sviluppano fra colline e vigneti – molte delle quali ad anello, percorribili in mezza giornata.

Castelli, Ville e Musei con tante storie da raccontare

Da est ad ovest e da sud a nord ci si ritrova in un paesaggio naturale che riserva continuamente piccole e grandi sorprese, in grado di entusiasmare ogni visitatore. Tanti piccoli e grandi tesori d’arte e storia che ne segnano il territorio. Ad esempio ad Ome, si può fare tappa all’Antico Maglio Averoldi, una fucina museo del XV secolo, ancora oggi in funzione, dove è possibile conoscere da vicino la storia ed i metodi di lavorazione del ferro, ed anche l’arte dei bruzafér, una tecnica di lavorazione del ferro rovente, un tempo assai diffusa in Franciacorta, finalizzata alla creazione di attrezzi, elementi di arredo, sculture. Acquistato e restaurato dal Comune, vi si possono fra l’altro vedere dimostrazioni pratiche di antiche e preziose lavorazioni.

Ed infatti nei fine settimana un gruppo di volonterosi animati dalla passione per questa arte antica tengono in funzione il maglio e forgiano con un lavoro lento e duro dei pezzi, assolutamente, unici e di rara bellezza e con lame anche lavorate a damasco. Al primo piano un ambiente che raccoglie la storia del maglio ed alcune delle sue opere.

Nel borgo c’è anche la casa a suo tempo abitata dal fabbro Andrea Averoldi, divenuta nel maggio 2009 la Casa Museo Pietro Malossi che ospita le interessanti collezioni lasciate nel 2000 dall’antiquario bresciano alla Fondazione che porta il suo nome.

A Nigoline di Corte Franca, il Palazzo Torri, costruito nel ‘600 come villa fortificata, a fine ‘800 divenne un importante cenacolo culturale, che ebbe ospiti illustri come Carducci, Fogazzaro, Zanardelli. Il Palazzo, inserito armoniosamente nella suggestiva verde conca della Franciacorta, è ubicato a monte del vecchio borgo di Nigoline Bonomelli, oggi frazione del comune di Corte Franca, sulle pendici della collina morenica destra dell’antico ghiacciaio, sotto il monte Alto.

Un viale alberato conduce alla corte della dimora dominata da un’imponente facciata seicentesca caratterizzata da un monumentale portico con alte arcate in muratura a pian terreno, finestre rettangolari al primo piano e una fascia in mattoni che separa dalle aperture del sottotetto. Dalla fine del ‘900, dopo importanti lavori di restauro, viene utilizzato anche per ricevimenti nuziali, banchetti, convegni, mostre, manifestazioni culturali e artistiche. Nel giardino si possono ammirare piante plurisecolari come gli splendidi cedri Deodara, per poi spaziare con lo sguardo sulla sconfinata campagna ricca di vigneti che circonda il Palazzo. A pochi chilometri, e precisamente a Provaglio D’Iseo, è assolutamente da vedere il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa. Un gioiello del romanico ricco di affreschi di epoche diverse e con un bel chiostro.

Dal sagrato si apre l’affascinante panorama sulle Torbiere del Sebino, oasi naturalistica, unica nel suo genere in Europa e per questo il posto ideale per interessanti passeggiate e tour fotografici nella natura. Circa 360 ettari di acqua, canneti e vegetazione palustre, dove hanno trovato il loro habitat naturale migliaia di uccelli, che in primavera si coprono di una straordinaria distesa di ninfee. Sono tanti i percorsi per regalarsi una full immersione nella natura. Ad esempio partendo dal Monastero si attraversano dapprima campi e tratti di bosco e poi si scorgono i primi specchi d’acqua collegate tra loro da passerelle che portano direttamente nel cuore della riserva. Sono tanti i punti di osservazione (fra cui la terrazza panoramica per birdwatching) dove scattare foto indimenticabili. Infatti fra i moltissimi uccelli che vi vivono indisturbati, vi nidificano ben 25 specie di palude, come l’airone cinerino, lo svasso maggiore, l’airone rosso, il cormorano, il mestolone, il falco di palude e il nibbio bruno.

Infine ad Erbusco si può passeggiare per il pittoresco borgo vecchio, tra le rovine del castello, quasi sicuramente il più antico della Franciacorta, e la Pieve di Santa Maria Assunta, un chiaro esempio di architettura romanica. Edificata probabilmente nel corso del XII secolo è decorata con interessanti affreschi del ’400.

Come si può immaginare, le cose da vedere sono tantissime. Con qualche giorno di vacanza si può però iniziare a stimolare la curiosità ed andare alla scoperta delle tante eccellenze di questo territorio straordinario.

Gastronomia tra terra ed acqua

La cucina della Franciacorta è una piacevole scoperta e riserva interessanti sensazioni. Molto interessante è il continuo intreccio fra tradizione e sperimentazione che la contraddistingue, ben espresse dalle tante trattorie e agriturismi di questa terra. La tradizione culinaria franciacortina gioca su due mondi (acqua e terra) apparentemente distanti. La terra, rappresentata dalle tradizioni contadine con le pregiatissime carni dell’entroterra e l’acqua, con il pesce gustoso del vicino lago d’Iseo, si incontrano in tavola per dare vita a qualcosa di piacevole. I due piatti tradizionali sono il manzo all’olio di Rovato e la tinca ripiena al forno con polenta, specialità di Clusane, piccolo borgo di pescatori vicino a Iseo.

Ma la Franciacorta è nota anche per gli ottimi bolliti, che vengono proposti in ricchi carrelli, e per gli spiedi, preparati in autunno oltre a pregiate selezioni di cacciagione e funghi. Ottimo l’olio extravergine d’oliva del Sebino, prodotto con regole severissime e, per ora, in piccola quantità. Rinomate infine le grappe, prodotte dalla distillazione delle vinacce dei vitigni che danno origine al Franciacorta e i dolci, realizzati artigianalmente in pasticceria.

A questi prodotti straordinari deve essere abbinato un vino adatto. E da queste parti, come è facile intuire, la scelta ricade sicuramente su un Franciacorta. Che, peraltro, è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, ad ottenere nel 1995 la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e, quasi contemporaneamente, il riconoscimento dello speciale metodo di produzione Franciacorta, frutto dell’arte di sapere creare armonia tra l’antico sapere tramandato nel corso delle generazioni e le evoluzioni tecnologiche.

Nella zona di produzione sono circa 3.000 gli ettari di vigneto, 116 le aziende vitivinicole associate al Consorzio di tutela e poco di 17 milioni le bottiglie prodotte, per la maggior parte vendute in Italia. Le cantine poi, sono vere e proprie cattedrali della tecnologia enologica più avanzata. Ed allora le visite a queste realtà si trasformano in un viaggio di conoscenza e di scoperta. Per conoscere i metodi di produzione dei vini, familiarizzare con termini quali “vitigni nobili”, “Saten” e “Rosè”, “Millesimato” e “Riserva”, “Extra Dry” ed “Extra Brut” e scoprire che dalla raccolta dell’uva alla vendita del vino, passando per la rifermentazione naturale in bottiglia e successiva maturazione e affinamento sui lieviti, possono passare anche cinque o sei anni.

Un intermezzo gustoso ed una sosta golosa

Un intermezzo gustoso al Ristorante agrituristico Centottanta Cantina & Cucina che si trova ad Iseo in via delle Polle 1800. Il ristorante è gestito, al pari dell’annesso Agriturismo Cascina Clarabella, da una cooperativa sociale agricola di inserimento lavorativo. Il personale di sala e di cucina, infatti, è composto anche persone con disabilità psichica o fisica. Infatti, il nome del locale “Centottanta”, è un richiamo alla famosa legge “Basaglia” grazie alla quale i malati di mente hanno smesso di essere cose per tornare ad essere persone. Questo è un ristorante di qualità (aperto a cena da giovedì a sabato ed a pranzo anche sabato e domenica) ed i prodotti sono coltivati direttamente dalla cooperativa sociale o acquistati da aziende agricole della zona, con preferenza per i prodotti tipici regionali Dop, Igp, Igt, Doc e Docg o compresi nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Qui si può gustare tutto il buono del territorio. La cucina accoglie con sapori tipici regionali. Piatti sfiziosi, bollicine Franciacorta e un’accoglienza speciale.

La produzione vinicola è diventata l’attività principale della cooperativa. I vini, prodotti in modalità totalmente biologica, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Allora sarà facile abbinare ad ogni piatto preparato dai giovani chef di cucina uno dei vini prodotti a cominciare dal Franciacorta Annalisa Faifer che prende il nome di colei che ha contribuito a far nascere la realtà agricola di Clarabella: una donna dal forte carisma, come il carattere di questo vino dal perlage fine e persistente.

Invece ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta, in via Provinciale ci si può concedere una sosta golosa, assaggiando le specialità della Pasticceria Roberto gestita, dal 1992, dal maestro pasticcere Giovanni Cavalleri assieme alla sorella. La sede è in un’accogliente cascina dell’800, sapientemente ristrutturata, le cui sale ospitano il laboratorio e la caffetteria. Cavalleri, che fra l’altro fa parte dell’Accademia maestri pasticceri italiani, è anima e corpo del locale e la collocazione nel cuore della Franciacorta è per lui continua fonte di ispirazione e stimolo a fare per offrire sempre il meglio. A trovare nuovi prodotti, a provare interessanti abbinamenti. Niente è lasciato al caso ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti anche in termini di premi e riconoscimenti ricevuti. Qui è possibile assaggiare tante cose prelibate, dalle torte, ai panettoni; dai macarons, alle colombe; per arrivare ai bussolà, tipiche ciambelline dolci, alla pralineria, ai biscotti ed a tante altre varietà dolci e salate.

Dove dormire: le possibilità sono tantissime. Si può provare l’Agriturismo Cascina Clarabella ad Iseo annesso al ristorante agrituristico, Centottanta Cantina & Cucina.

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