Masi Torello
7 Giugno 2018
Pronta la prima parte del plastico in 3d, realizzato dagli studenti insieme all'azienda Tryeco, nota per aver 'riprodotto' Palmira

Tra Shanghai e Gerusalemme? C’è Masi Torello

di Ruggero Veronese | 3 min

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Masi Torello. Tra Shanghai e Gerusalemme c’è Masi Torello. Il piccolo Comune ferrarese ha infatti presentato i primi risultati del progetto portato avanti dai ragazzi della scuola primaria insieme ai giovani architetti e creativi della società ferrarese Tryeco, nota anche a livello internazionale per aver ricostruito attraverso la stampa in 3d i templi di Palmira distrutti nel 2015 dai miliziani dell’Isis.

Oggi anche Masi Torello può disporre di un plastico in scala 1:1500 del paese, che nei prossimi mesi continuerà a espandersi fino a riprodurre fedelmente l’intero territorio urbanizzato. Un modello che, come avviene appunto in grandi città come Shanghai e Gerusalemme, avrà anche una funzione strategica di mappatura del Comune, che sarà la base per le operazioni e le pianificazioni strategiche di enti pubblici, protezione civile e forze dell’ordine.

L’idea proviene dal sindaco Riccardo Bizzarri, che un anno e mezzo fa propose il progetto dopo aver visto sui tg nazionali la riproduzione di Palmira effettuata da Tryeco, ed esposta dentro al Colosseo a Roma tra l’ottobre e il dicembre del 2016. E lo scopo era duplice: da un lato dotare il Comune di uno strumento di pianificazione per modifiche urbanistiche e interventi di emergenza, dall’altro rendere protagonisti del progetto i ragazzi della scuola primaria e secondaria di Masi Torello, che per un anno hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti di Tryeco per imparare i segreti della stampa in 3d: la preparazione, le tecniche, i materiali, l’utilizzo finale dello strumento. “Non abbiamo aspettato bandi di finanziamento per dotarci di una stampante 3d – spiega il sindaco -, perché voglio che i ragazzi siano già in grado di usare le nuove tecnologie prima di arrivare al liceo. L’idea è di far crescere questo plastico col tempo, ma per finirlo tutto ci vorrà un altro paio di anni”.

Concetti sottolineati anche da Roberto Meschini di Tryeco, che nel raccontare la propria esperienza agli studenti di Masi Torello spiega che “nel 2005, quando abbiamo fondato la società, in Camera di Commercio non esisteva ancora una categoria per classificare il nostro tipo di attività. Il 60% di voi quando finirà gli studi svolgerà professioni che oggi non esistono ancora, legate alle nuove tecnologie”.

Meglio mettersi avanti fin da subito allora, lavorando fianco a fianco con chi sta aprendo il fronte di nuovi settori. “Adesso i ragazzi avranno a disposizione la stampante per portare avanti il plastico e potranno contare sul nostro supporto. Gli edifici sono stati tutti modellati dai ragazzi e dai loro docenti, tranne qualche nostro intervento particolarmente complesso, e ogni pezzo è stato stampato con plastica riciclata”.

Durante la presentazione pubblica erano presenti anche un responsabile di Tollok e Simone Colmbarini della Vetroresina, aziende che hanno contribuito economicamente al progetto, oltre al comandante dei carabinieri di Portomaggiore Marco Uguzzoni che sottolinea l’utilità del plastico anche per le pianificazioni delle operazioni delle forze dell’ordine sul territorio.

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