gio 24 Mag 2018 - 584 visite
Stampa

Carife, si torna in aula per il maxi processo pubblico. Rebus sulle parti civili

Il dibattimento parte il 18 giugno, l'auspicio è arrivare a sentenza entro Natale. Le rassicurazioni della presidente del tribunale: "Stesso cordone di sicurezza"

È tutto pronto per il dibattimento del maxi processo Carife che si aprirà il prossimo 18 giugno al centro sociale “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro. Le notifiche sono state inviate, il collegio è stato definito, il calendario delle udienze è stato fissato. Rimane da sciogliere il rebus sulle parti civili, che potrebbero presentarsi in massa a un processo comunque aperto al pubblico.

Il presidente del tribunale Rosaria Savastano parla di speranza. Speranza che il processo penale finisca nei tempi previsti (entro Natale), speranza che tutto si possa svolgere in tranquillità e sicurezza (come era stato per l’udienza preliminare, sempre al Quadrifoglio). Per trasformare questi auspici in realtà, la macchina organizzativa è in moto già da tempo.

Il collegio che dovrà affrontare il processo sul crac della banca ferrarese – che vede alla sbarra 12 imputati rinviati a giudizio per l’aumento di capitale del 2011 da 150 milioni – è composto da Vartan Giacomelli (presidente), Sandra Lepore e Danilo Russo (la ‘new entry’ che sostituisce Landolfi che lascia il tribunale estense a fine mese).

Il cronoprogramma stabilisce un’udienza a settimana, in coincidenza con il lunedì (18 e 25 giugno; 2, 9 e 16 luglio) per poi riprendere, dopo la pausa estiva in agosto, a settembre quando le udienze verranno spostate di mercoledì. “La previsione è di andare a sentenza entro Natale ma diventa difficile dare rassicurazioni in tal senso perché possono aggiungersi udienze in più e quindi andare oltre le nostre previsioni ottimistiche” mette le mani avanti Savastano, pronta a “concentrare gli adempimenti per poterlo finire entro l’anno o comunque il prima possibile”.

Il rebus rimane quello delle costituzioni di parte civile. “Gli imputati li conosciamo, l’aspetto che rende il processo Carife piuttosto problematico è il numero consistente di parti civili – conferma la presidente del tribunale -. Si tratta poi di dibattimento, quindi aperto al pubblico, anche se in un processo molto tecnico come questo, il cittadino non può percepire i tecnicismi e quindi la sua presenza può diventare meno interessante”.

Se “l’afflusso sarà consistente, tale da consigliare di continuare il processo in un ambiente più grande come il centro sociale, resteremo al Quadrifoglio ma il nostro desiderio è tornare in sede” rivela  Savastano che, indipendentemente dal possibile ma improbabile cambio di location, presta grande attenzione alle misure di sicurezza.

“La prima esperienza è andata bene, è stata celebrata con tranquillità e l’attività si è svolta regolarmente e serenamente perché il giudice deve essere messo nelle condizioni di lavorare con serenità. Speriamo che la stessa esperienza si verifichi anche a giugno anche se sarà più impegnativa perché sono previste più persone: nell’udienza preliminare ci doveva per forza essere la selezione perché erano ammessi soltanto i legittimati, mentre il dibattimento è pubblico” ribadisce la numero uno dei tribunale,  assicurando lo stesso “cordone di sicurezza” con “controlli non selettivi” alla presenza di metal detector e grande schieramento di forze dell’ordine per garantire l’ordine pubblico dentro e fuori l’aula di un processo che si preannuncia storico.

Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi