Da anni ormai denuncia malfunzionamenti veri o presunti della macchina pubblica ferrarese, ma ora è lui, Aldo Ferrante, a dover rispondere in proprio dell’accusa di aver sbagliato e diffamato il Comune.
Il rappresentante del Comitato vittime della pubblica amministrazione, spesso in prima linea nelle battaglie sul funzionamento delle aziende sanitarie, è infatti a processo per una mail che avrebbe inviato il 12 luglio 2012 sotto lo pseudonimo Mariangela Fittizio (pseudonimo usato anche per il blog Osservatorio cosa pubblica, attivo fino al 2013) ai dipendenti comunali, in cui indicava come sostanzialmente truccata la gara per l’affidamento delle piscine comunali. Il condizionale è più che d’obbligo, dato che Ferrante venne archiviato in un procedimento molto simile, partito dopo la denuncia questa volta dell’azienda ospedaliera.
Il punto è che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, le email di Mariangela Fittizio erano legate a un indirizzo ip collegato a una scheda sim di proprietà proprio di Ferrante. Ma questa scheda non è mai stata trovata e Ferrante, come già nel primo procedimento, sostiene di non averla più in possesso da lunghissimo tempo, tanto da averne denunciato l’utilizzo indebito su consiglio del suo difensore, l’avvocato Vasco Sisti. Ma per scoprire come finirà bisognerà aspettare almeno il prossimo 14 dicembre, data alla quale è stato rinviato il processo per la fase dibattimentale.
La vicenda ha visto anche uno strano ‘giallo’ sempre legato a Ferrante. L’inizio del processo è datato 2015 ma in quel momento e fino a un paio di mesi fa Ferrante venne dato come irreperibile, nonostante sia un personaggio abbastanza noto anche nell’ambiente inquirente visti i suoi numerosi esposti e nonostante l’anno scorso sia stato compiutamente citato come testimone in un processo per furto. È stato necessario ‘trovarlo’ mentre albergava a Parma per notificargli la citazione giudizio. Un fatto che ha insospettito Ferrante e che per questo chiede di far luce tramite una nuova denuncia.
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