Politica
21 Febbraio 2018
Il candidato ferrarese, rinfrancato da un incontro elettorale, tira dritto sul suo presunto passato massone: “Superare il confine della riservatezza è pericolosissimo”

M5S e massoneria. Zanforlini: “Mi sento tradito ma tutelo la mia vita privata”

di Daniele Oppo | 4 min

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Sospeso dal Movimento 5 Stelle, ma non intenzionato a lasciar perdere la corsa per il Parlamento. L’ultimo incontro con gli elettori ad Alfonsine sembra aver galvanizzato David Zanforlin, l’avvocato ferrarese, candidato con il M5S nell’uninominale di Ravenna, quasi epurato dallo stesso Movimento per una sua presunta appartenenza alla massoneria.

Dopo la delusione e la rabbia esternata negli ultimi giorni, Zanforlini appare invece rinfrancato dall’incontro con alcuni sostenitori, almeno a leggere la parole che ha scritto su Facebook.

“Sono stato ad Alfonsine, non senza imbarazzo, ad un evento organizzato per la presentazione dei candidati di M5S a Ravenna. Ci sono andato perché mi sentivo obbligato ad andare, per dovere, e anche un po’ controvoglia, perché non volevo essere accusato dal Movimento di essere io inadempiente, nonostante in questo momento mi senta profondamente tradito, quasi trasferito, con un salto nel tempo nel Medioevo, quando l’Inquisizione bruciava persone sospettate di collusione con il Demonio, dopo averle però torturate a dovere ed avergli estorto una falsa confessione”.

Ma è proprio in questo meeting elettorale che Zanforlini afferma di aver “incontrato persone che mi hanno insegnato qualcosa di nuovo: la loro disponibilità e dedizione, la loro correttezza e semplicità mi hanno illuminato. Non tante persone ma tutte indistintamente mosse da sentimenti di passione per un unico ideale: il bene dell’Italia, la ricerca di trovare assieme una soluzione per cambiare lo stato in cui siamo per recuperare valori che erano normali tempo fa, ma che ora sono scomparsi quasi completamente se non nel gruppo che avevo davanti”.

“Ma vi garantisco che non è facile trovare un punto di mediazione – ammette l’avvocato – io penso che le regole siano importanti e non possano mai essere tradite. La Costituzione che amo sin dalle scuole medie, quando portai un lavoro sui principi fondamentali, fino all’università perché la mia tesi fu sulla tutela della libertà di associazione, è il mio Testo Sacro, così come le discussioni della Costituente sono il mio faro laico, ed ho forse reazioni violente quando sento che la libertà per cui milioni di nostri avi hanno lottato e sono morti possono essere minacciate, non dalla massoneria, ma dai nostri pregiudizi che non ci fanno rispettare le leggi dello Stato o ce e le fanno interpretare in maniera distorta”.

Proprio una lotta di principio è, per Zanforlini, il suo silenzio sul suo passato, la sua intransigenza nel non voler rispondere alle richieste su una sua appartenenza alla massoneria: “Nessuno ha pensato che la mia intransigenza su confessare le mie ‘colpe passate’ sia un difesa della tutela dei dati sensibili, come indicato dall’art. 4 del d.lgs. 196\2003, una legge dello Stato, che da attuazione ai principi previsti dagli artt. 2,3 4 e 18 della Costituzione: piuttosto è stata interpretata come una ammissione di appartenenza, ad una associazione che lo Stato considera però lecita. Perché pretendere di conoscere la nostra vita privata ed esigere una confessione equivale a torturare una persona, a farle rinunciare il suo diritto di libertà, costruito in migliaia di anni di civiltà e di sacrifici impensabili a noi oggi, che diamo per scontato che essa esista. Ma proprio perché la diamo per scontato dobbiamo reagire immediatamente quando sentiamo che essa possa in qualche modo venir minacciata, perché far passare il concetto che io per poter rimanere in corsa per le prossime elezioni politiche, debba rinunciare al mio diritto di tutelare la mia vita privata, vuol dire che la prossima volta potrei trovarmi a dover contrastare una richiesta ancora più penetrante, che vuole conoscere ancora di più della mia vita privata, anche se onesta e lecita, al punto di farmi perdere ogni dignità ed ogni riservatezza: perché la libertà è anche la possibilità di tenere per se i fatti della nostra vita, scegliendo se, come e quando riferirle agli altri. Superare il confine della riservatezza è pericolosissimo”·

“Ma questa richiesta – osserva Zanforlini – non ha nulla a che fare con le persone che ho incontrato oggi che sono la spina dorsale del Movimento e la sua linfa vitale, che sono quelle a cui si deve dare rispetto e per le quali si deve combattere perché rappresentano quella moralizzazione e recupero dei valori necessari che servono a condurre questo paese fuori dalle acque scure in cui altri lo hanno impantanato”.

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