Ddl stupri. Boldrini: “Imperdonabili le fake news della stampa di destra”
Laura Boldrini ha voluto iniziare spazzando via ogni fraintendimento riguardo alle fake news circolate nei mesi scorsi riguardo al ddl stupri
Laura Boldrini ha voluto iniziare spazzando via ogni fraintendimento riguardo alle fake news circolate nei mesi scorsi riguardo al ddl stupri
Le segnalazioni confluiranno nell'inchiesta del pm Stefano Longhi, aperta per incendio colposo contro ignoti, per accertare quali interventi siano stati eseguiti dopo le prescrizioni impartite e con quali modalità, e quali invece no, al fine di indagare eventuali profili di responsabilità
Sbagliano più di 200 città europee e abbiamo ragione noi di Ferrara? Si tratta di capire se noi ci orientiamo verso un modello a congestione cronica da traffico, tipo Mumbai, o verso un modello a mobilità fluida e sostenibile
Autobus sostitutivi fino a Budrio (Bo) per garantire la continuità degli spostamenti durante gli interventi per l’interramento della linea ferroviaria Bologna–Portomaggiore (Fe) e la soppressione di un passaggio a livello nel Comune di Castenaso (Bo)
Il 29 gennaio l’Archivio di Stato e la Comunità ebraica organizzano un incontro per presentare la pubblicazione sul portale digitale Lodovico della documentazione archivistica prodotta dalla Prefettura nella sua attività di persecuzione dei cittadini di religione ebraica, messa in atto con le leggi razziste del 1938
Se ne discute da decenni, l’Italia ha già preso più volte una posizione netta e contraria, ma Confagricoltura Emilia Romagna oggi rilancia e chiede di dire finalmente “sì al mais Ogm”.
“Il via libera della scienza al mais Ogm deve responsabilizzare tutti – afferma l’associazione di agricoltori, tramite il presidente regionale Gianni Tosi -. Occorre un nuovo approccio e un impegno da parte delle istituzioni affinché il consumatore sappia ciò che fa davvero male alla salute e riponga piena fiducia nella scienza e nella ricerca. È il momento di dire basta alle fake news e alle bufale, che hanno fortemente condizionato il trend dei consumi e le scelte politiche. Peraltro ne trarrebbe beneficio sia l’ambiente, in termini di riduzione dell’uso di acqua e di fitofarmaci, che la bilancia commerciale regionale: nel 2016 l’Emilia-Romagna ha importato, in valore, più di 121 milioni di euro di mais, che significa un + 33,4 per cento di incremento percentuale nel periodo 2015-2016; per quanto concerne le sementi di mais, il valore delle importazioni si aggira sui 36 milioni di euro ed ha registrato un balzo del 40,7% sul 2015 (dati Unioncamere E-R)”.
Lo spunto arriva dalla pubblicazione sul giornale Scientific Reports di un grande studio svolto dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Pisa che ha analizzato gli effetti di 21 anni di coltivazioni di mais Ogm nel mondo, giungendo alla conclusione che non è rischioso per la salute umana.
Il mais Ogm, o mais-Bt, è un mais ingegnerizzato con l’inserimento di un gene (chiamato Cry1Ab) proveniente dal Batterio di Turingia (Bacillus thurigensis, da cui mais-Bt) in modo che esprima da solo delle proteine tossiche per alcuni insetti che attaccano e rovinano le coltivazioni e che sono usate da tantissimi anni come ‘insetticida naturale’, ironia della sorte, a partire dall’agricoltura biologica.
Secondo lo studio – che ha analizzato precedenti ricerche svolte a partire dalla commercializzazione delle colture Ogm nel 1996 fino al 2016 – il mais Ogm consente di produrre tra il 5.6 e il 24,5% in più rispetto al mais non Ogm, esponendo i consumatori a concentrazioni molto minori di micotossine (-28,8%), fumonisine (-30,6%) e tricoteceni (-36,5%), ovvero sostanze chimiche tossiche – e potenzialmente cancerogene – che si sviluppano nel mais a causa dei funghi generati nei tunnel scavati dalla piralide, insetto contro il quale il mais Ogm è resistente.
Nell’agosto scorso la Cia aveva definito il 2017 “l’anno nero del mais” nella provincia Ferrarese, dove si concentra il 40% della produzione regionale, per via del dimezzamento della produzione – soprattutto nell’Alto Ferrarese – dovuto ai fattori climatici, che hanno reso le piante più deboli e più esposte proprio alle micotossine (una vera e propria bestia nera per il mais italiano), presenti in valori oltre i limiti di legge in circa più della metà della produzione.
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