Copparo. È stata condannata a un anno e 8 mesi di reclusione (con pensa sospesa e non menzione nel casellario) e 600 euro di multa la donna accusata di circonvenzione d’incapace per essersi fatta intestare dei beni dallo zio morente per un valore di circa 500mila euro.
L’imputata – difesa dall’avvocato Dario Bolognesi -, durante l’ultima udienza a novembre, aveva spiegato di avere avuto con l’anziano zio un rapporto padre-figlia, che lui fu suo testimone di nozze a padrino di suo figlio, e di aver ricevuto il testamento in busta chiusa dallo stesso uomo, il quale, quando stette male, le disse di farlo vedere a un avvocato (che in una precedente udienza aveva sostanzialmente confermato la circostanza).
Ma le sue parole non sono bastate a convincere il pubblico ministero, che ne aveva chiesto la condanna a 2 anni di reclusione e 300 euro di multa, né il giudice Vartan Giacomelli che nella mattina di giovedì ha letto la sentenza di condanna dopo le ultime ‘schermaglie’ tra difesa e parte civile.
A far causa alla donna fu uno dei figli del de cuius – che ritiene che quel testamento fosse stato redatto ad arte in un momento in cui l’anziano stava molto male – costituitosi parte civile tramite l’avvocato Claudio Maruzzi.
Il risarcimento del danno dovrà essere quantificato in un separato giudizio civile e il giudice non ha diposto alcuna provvisionale, né ha dichiarato nullo il testamento come invece chiesto dalla parte civile. Nessuna pronuncia sul sequestro conservativo dei beni facenti parte del lascito testamentario disposto dal gup, che dunque rimarrà in piedi fino a che la sentenza non passerà in giudicato.
Molto probabile l’appello da parte della difesa (in aula l’avvocato Federico Battistini dello studio Dario Bolognesi) mentre il legale di parte civile esprime soddisfazione per l’esito del processo “avendo il tribunale riconosciuto la responsabilità dell’imputata, anche grazie alle indagini difensive svolte per la parte civile e dall’apporto dei nostri consulenti. Purtroppo – chiosa l’avvocato Maruzzi – il fenomeno delle circonvenzioni è diffuso e non solo ad opera delle badanti”.
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