Da una parte la consulente del pm che ritiene esserci responsabilità nei medici, dall’altra quelli delle difese che ne contestano seccamente le conclusioni. È proseguito con l’audizione dei testimoni esperti il processo che vede imputati i medici Emmanuele Vece e Roberto Biscione per la morte di Giuseppe Mortilli nel poliambulatorio “Villa Verde” il 24 marzo 2015.
La consulente del pm Giuseppe Tittaferrante – la dottoressa Donatella Fedeli – ha ribadito quanto ci affermato nella sua relazione: ad uccidere Mortilli fu uno shock anafilattico causato dall’antibiotico che gli aveva somministrato Vece, il quale avrebbe dovuto riconoscere la patologia e intervenire di conseguenza, facendo immediatamente un’iniezione di adrenalina al paziente per salvarlo.
Ma Lorenzo Varetto – medico legale di Torino piuttosto famoso – e Lorenzo Marinelli, ovvero gli esperti chiamati a deporre dai legali degli imputati (gli avvocati Michele Ciaccia per Vece e Marco Linguerri per Biscione) hanno in più punti contestato le assunzioni e le conclusioni della Fedeli. A partire dai tempi, abbastanza dilatati per la consulente del pm, molto più ristretti (come in effetti sembra essere emerso anche nel corso dell’istruttoria dibattimentale) per i consulenti di parte. Un dettaglio non da poco, perché proprio il tempo di fare una diagnosi è ciò che Vece afferma di non aver avuto, dovendosi confrontare subito con un arresto cardiaco.
E qui veniamo agli altri punti contestati: lo shock si verificò in maniera molto veloce, tanto che il farmaco, come evidenziato dall’esame autoptico, non era arrivato nelle urine e non era stato filtrato dai reni. E che sia stata una manifestazione acuta lo testimonierebbe anche il fatto che l’edema polmonare riscontrato in Mortilli era ben localizzato e non massivo. Il malore improvviso, inoltre, non era “sintomatico”, ovvero poteva essere manifestazione di altre patologie.
Il giudice Vartan Giacomelli ha chiesto alla consulente del pm se volesse avere un confronto con i due consulenti di parte per rispondere alle contestazioni mosse ma è stato rifiutato.
Sentito anche il medico di base dell’imprenditore deceduto che ha confermato che non risultava nessuna allergia ai farmaci pregressa.
Si torna in aula a fine novembre.
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