Cronaca
4 Novembre 2017
La lettera di Francesca ed Emanuele in risposta alla nota dell'Arma sulle indagini: «Riconoscenza, rispetto e affetto ai bravissimi carabinieri che lavorano sotto di lei»

Igor. I figli di Verri al colonnello: «Meglio tacere e chiedere scusa»

di Daniele Oppo | 2 min

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I figli di Valerio Verri, Emanuele e Francesca

«Colonnello, non crede sia meglio tacere e magari chiedere scusa?». Non si fa attendere la risposta di Francesca ed Emanuele Verri – figli di Valerio, la guardia ecologica uccisa dai ‘Igor’ nel Mezzano l’8 aprile – alla nota del comando provinciale di carabinieri in replica alle notizie sul mancato scambio di informazioni durante le indagini.

Palesemente non accettano la versione fornita dall’Arma: «Abbiamo letto la sua nota pubblicata sui giornali di oggi. Abbiamo letto l’articolo di Repubblica ma soprattutto abbiamo letto tutti gli atti del fascicolo di indagini aperto su nostra denuncia. Abbiamo letto tutta la rassegna stampa dei giorni 30 marzo – 10 aprile. […] Lei non sa quanto ci sia costato guardare quel fascicolo, vedere la foto del corpo senza vita di nostro padre. La teniamo qui, colonnello. Continuiamo a leggere la sua nota – proseguono Francesca ed Emanuele – ma è sicuro di ciò che dice?».

Ma è una risposta, quella di Francesca ed Emanuele, molto dura, scritta pubblicamente su Facebook e inviata anche alla stampa, che si rivolge direttamente al comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Andrea Desideri.

È a lui direttamente che i figli della guardia uccisa da Norbert Feher rivolgono l’invito a chiedere scusa, «o chiedere scusa non è contemplato per un Colonnello dei Carabinieri anche quando commette errori imperdonabili?». In mancanza, «lo facciamo noi per lei.
Chiediamo scusa a tutti i bravissimi Carabinieri che lavorano sotto di lei ai quali va comunque la nostra riconoscenza, il nostro rispetto ed il nostro affetto. Chiediamo scusa per la situazione in cui ora si trovano e non certo per colpa nostra o di nostro padre. Non è d’accordo?»

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