
Il ponte di Massenzatica
Mesola. Se in quel ponte ci fosse stata una barriera a norma, molto probabilmente l’auto guidata da Matteo Carli non sarebbe finita nel canale e oggi lui, Nicoleta Carunto, Liliana Dragnescu e di Stefano Bertaglia sarebbero ancora in vita.
È quanto suggerisce la consulenza tecnica d’ufficio richiesta dal giudice nel processo civile per la ‘tragedia di Massenzatica’ del il 18 marzo 2014, quando i quattro morirono annegando dentro la Bmw di Carli, finita nel canale dopo aver rotto le già fragilissime barriere del ponte Trapella.
Il processo è stato instaurato dalla famiglia Carli che ha citato in giudizio sia il Comune di Mesola che la Provincia di Ferrara, a loro tempo coinvolte nel procedimento penale, concluso con un’archiviazione e nessuna responsabilità. Le due istituzioni si rimbalzano al proprietà (e la responsabilità) del ponte Trapella: fu della provincia, poi venne ceduto al Comune, che però con una propria deliberà lo ‘rifiutò’, mentre la Provincia ne ribadiva il passaggio di proprietà.
Il consulente, l’ingegner Campini, ha escluso che vi fosse un obbligo per le istituzioni pubbliche di mettere delle barriere a norma di legge, questo perché quell’obbligo sorge solamente in caso di nuove strade. Però ha rilevato che la situazione di pericolosità era nota almeno da 9 anni, quando cioè venne segnalata dalla polizia municipale di Mesola. Eppure nessuno intervenne.
La consulenza inoltre riduce ancora di più la velocità della Bmw al momento del ‘salto’: 5-6 km orari in meno dei 70 km/h stabiliti dal consulente della procura in sede penale. Dunque ancora più al di sotto del limite di velocità di 90 km/h fissato per quella strada.
«Questa consulenza in sede penale forse avrebbe potuto cambiare qualcosa», si sbilancia l’avvocato Carlo Costantino, legale della famiglia Carli, «con quei 5-6 km/h in meno i calcoli sarebbero stati da rifare e forse avrebbe potuto spostare il giudizio, che già era sul filo, oltre il ragionevole dubbio».
La prossima udienza è stata fissata per il 18 ottobre, la sentenza dovrebbe arrivare a fine anno o all’inizio del 2018.
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