Politica
18 Agosto 2017
L'ex assessore sulla teoria della senatrice Lezzi: "L'Italia non merita pagliacciate simili"

Il Pil cresce grazie al caldo? Marattin stronca la senatrice M5S

di Ruggero Veronese | 2 min

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“La politica e l’economia italiana meritano di più di pagliacciate simili”. Non si è fatta attendere la reazione di Luigi Marattin alla ‘teoria alternativa’ proposta dalla senatrice del M5S Barbara Lezzi, che ha motivato la crescita del Pil nel secondo quadrimestre dell’anno (miglior performance degli ultimi sei anni secondo l’Istat) col fatto che “a giugno ha fatto molto caldo”.

Possibile? Per la parlamentare la spiegazione è semplice: “Non è aumentata la produzione perché si è prodotto, consumato o perché gli italiani hanno speso di più”, ma perché “abbiamo acceso i condizionatori consumando più energia, e questo ha fatto esplodere la produzione industriale”. Quindi nessun merito al governo o a Renzi – primo bersaglio dell’invettiva di Lezzi  -, ma solo la fortunata conseguenza di “una questione di vera emergenza: i latticini impongono una temperatura che fa andare i compressori a mille”.

https://www.facebook.com/BarbaraLezziPagina/videos/1385336964897583/

Non mancano i commenti critici o indignati al post della parlamentare, che vengono quasi interamente rimossi. La replica del Pd giunge quindi attraverso un video di Marattin, secondo cui “la senatrice confonde due cose completamente diverse. Un conto è il consumo di elettricità, che lei dice essere cresciuto molto in giugno perché abbiamo acceso i condizionatori delle case e delle auto. Un altro è la produzione industriale che, basta verificare il sito dell’Istat, misura la quantità fisica di beni che esce dal nostro settore industriale e non centra nulla coi condizionatori”.

Secondo l’ex assessore ferrarese (attuale consulente economico del governo), la crescita del Pil è dovuta soprattutto alle buone performance di due settori industriali: la farmaceutica (+18,3%) la produzione di mezzi di trasporto (+13,6%). Due ‘traini’ che portano al produzione industriale a +6,5% e il Pil a +1,5% rispetto al secondo quadrimestre 2016. “Dire che la quantità di beni prodotti dalle fabbriche – afferma Marattin – dipende dai consumi elettrici vuol dire non capire la differenza tra consumi e produzione”.

Passando dal piano economico a quello politico, la conclusione è una risposta per le rime alle critiche di Lezzi: “Dopo tutto questo delirio ci viene a dire che ci vuole serietà. Una così. Io invece non commento e continuo a chiedermi cosa abbiamo fatto di male per meritarci come classe dirigente persone che non hanno la minima idea di cosa stanno dicendo”.

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