Copparo
18 Luglio 2017
Nell'incidente dell'aprile 2016 morì Romana Bonaccorsi, dipendente della Cidas

Omicidio stradale a Cesta, conflitto tra consulenze

di Daniele Oppo | 2 min

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Copparo. Potrebbe essere necessaria una perizia per stabilire la verità sul terribile incidente mortale avvenuto a Cesta di Copparo il 13 aprile del 2016, quando Romana Bonaccorsi, 56 anni, dipendente della Cidas, perse la vita.

A processo, difeso dall’avvocato Massimo Cipolla, c’è R.M., 43enne di Copparo, primo accusato in provincia per il ‘nuovo’ reato di omicidio stradale. L’imputato venne arrestato qualche giorno dopo l’incidente perché nell’ora in cui avvenne avrebbe dovuto essere già a casa secondo le prescrizioni impostegli per l’affidamento in prova ai servizi sociali. La pena residua è stata scontata è ora un uomo libero.

Nell’udienza di lunedì mattina davanti al giudice Vartan Giacomelli sono stati sentiti come testimoni alcuni abitanti della zona in cui si è verificato lo scontro tra le due automobili, che però hanno detto di non aver né visto né sentito nulla.

L’avvocato Cipolla ha chiesto però al giudice di nominare un perito: il motivo è che la consulenza  di parte – redatta dall’ingegner Massimo Ferrari dello studio associato Ferrari e Zappavigna di Mantova – contrasta con quella del pm, redatta dall’ingegner Francesco Rendine e con la ricostruzione effettuata dai carabinieri. Secondo la prima, infatti, il consulente della procura non avrebbe considerato gli effetti ‘causali’ sulla morte della signora Bonaccorsi dell’impatto della sua auto con un cespo arboreo presente a bordo strada.

Il giudice si è riservato la decisione, prevista per la prossima udienza del 7 settembre.

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