di Cecilia Gallotta
“Quello che vi regaliamo è un viaggio nel tempo”, ed è proprio ciò che hanno fatto venerdì sera le sorelle Marinetti, facendo volare il pubblico della Sala Estense verso “quel periodo cruciale del 900”, verso lo swing degli anni Trenta e Quaranta, verso “gli anni della radio”.
Quella radio che portava la magia della musica nelle case italiane “nonché gli annunci del fascio”, puntualizzano Mercuria, Turbina ed Erica detta ‘Scintilla’ Marinetti, il trio che da otto anni gira i migliori teatri italiani con un certosino repertorio delle canzonette sincopate dell’epoca delle suffragette. Nate da un’idea del produttore e conduttore della serata Giorgio Umberto Bozzo, le sorelle Marinetti concludono la prima giornata del Tag Festival, accompagnate musicalmente e sul palco dal maestro e arrangiatore Christian Schmitz.
Tante canzoni denunce di pregiudizi, ma anche tanta spensieratezza, come l’attacco col brano “L’uccellino della radio”, canzoncina ‘nonsense’ dedicata alla famosa sequenza di suoni simili a cinguettii utilizzati negli intervalli di trasmissione in onda all’Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), che non era ancora diventata Rai. Ma le sorelle Marinetti, che devono il loro nome al famoso avanguardista italiano del Novecento, ammettono di non essere l’unico trio di ‘moderne signorine’, e omaggiano il famoso Trio Lescano con “Camminando sotto la pioggia”, regalando deliziose note swing e gustosi vocalizzi seguiti da un “contento stile Novecento” de “La gelosia non è più di moda”.
Tra un brano e l’altro, lo spettacolo si alterna di tanti piccoli sketch che attraversano la storia in chiave ironica, dalla condizione femminile prima del conflitto, con cui Mercuria “attacca coi soliti comizi da suffragetta”, alle donne che portano i pantaloni, passando per l’amato-odiato scrittore Pitigrilli, sul quale le sorelle hanno comiche divergenze.
Il gruppo dà ulteriore prova del suo talento con una dimostrazione ‘didattica’ dei timbri vocali dei tre attori, spiegazione di cosa sia il canto armonizzato (quando la melodia differisce per ogni componente del gruppo), nonché del certosino lavoro di adattamento e di recupero filologico del sound originale. L’omaggio al musicista milanese Giovanni D’Anzi con “Non sei più la mia bambina” e “Non partir” (con il quale Turbina si esibisce in solitaria), precede la versione italiana di “Over the rainbow” di Judy Garland, con il quale lo spettacolo, musicalmente e metaforicamente, “si tinge di arcobaleno”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com