Politica
25 Gennaio 2017
Presentato il documento di previsione triennale 2017-2019. Vaccari: "Pressione fiscale rimane invariata"

Bilancio. Pesa l’uscita dal cratere, si punta su beni e attività culturali

di Daniele Oppo | 4 min

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da destra: il sindaco Tagliani e l’assessore al Bilancio Vaccari

Pesa l’inizio della progressiva fuoriuscita dal cratere del sisma, ma l’Amministrazione comunale ha deciso di tenere invariata la pressione fiscale anche per il prossimo triennio e puntare sugli investimenti in beni e attività culturali.

Il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore al Bilancio Luca Vaccari hanno presentato questa mattina – martedì 25 gennaio – il bilancio di previsione triennale 2017-2019, oltre la scadenza del 31 dicembre (ma il ritardo è giustificato). “Abbiamo intenzione di rispettare il secondo termine – promette Vaccari -, quello del 31 marzo, portando la delibera per l’approvazione in consiglio comunale a fine febbraio”.

Ferrara sconta dal 2017 – e lo farà fino al 2020 – la progressiva uscita dal cratere del sisma che fin qui ha permesso di non applicare i tagli per la spending review nei trasferimenti statali: quest’anno l’ammanco dal Fondo di solidarietà comunale sarà di due milioni di euro, e un milione si aggiungerà ogni anno. Di positivo c’è “la stabilità nella normativa fiscale e in quella su fondo pluriennale vincolato”, spiega Tagliani, “c’è una maggiore elasticità”. Bene anche sull’adeguamento dei trasferimenti ai fabbisogni standard, la cui applicazione aumenterà del 15% ogni anno: “Fino ad oggi la stima dei costi ci vedeva penalizzati – afferma il primo cittadino -, ma ora oltre alla quantità viene osservata anche la qualità della spesa e man mano che andiamo avanti con l’uso di dati aggiornati siamo sempre più ottimisti e temiamo sempre meno l’applicazione di questi criteri: infatti tra la nostra previsione e il decreto provvisorio c’è una differenza di soli 24mila euro”.

La progressiva diminuzione delle entrate con il taglio dei trasferimenti dallo Stato – che passano da 117,7 milioni nel preventivo 2016 a 113,4 in quello 2017 e scendono di circa un milione anche nei due anni successivi –  verrà compensata utilizzando il “tesoretto” della Holding, non applicato lo scorso anno e che viene spalmato fino al 2019. La parte delle entrate vede anche un progressivo aumento dei prestiti, ma, spiega Vaccari, si tratta di una copertura spese ipotetica, “in attesa di conoscere l’ammontare dell’avanzo a consuntivo e usare quello”.

“Abbiamo deciso di mantenere invariata la pressione fiscale nel 2017, quando per legge non possiamo alzarla, ma anche nel 2018-19”, promette Vaccari, cui fa seguito Tagliani: “Questo per rispondere a chi dice che riduciamo il debito aumentandola, quando è bloccata da tre anni”, in chiara risposta a Matteo Fornasini di Forza Italia.

Entrate e spese correnti non subiranno grandi variazioni rispetto al 2016, anche se le entrate tributarie sono programmate in calo di circa 7 milioni tra 2016 e 2019. Tra le spese correnti la parte da leone la fanno quelle per il personale, ma anche qui sono date in diminuzione “per via dei pensionamenti”, spiega Vaccari. Stabili anche le spese previste per finanziare l’Asp (7,5 milioni all’anno nel triennio) e altri servizi, come quello dell’illuminazione pubblica (5,5 milioni), sul quale però c’è ancora una partita da giocare: “Quest’anno scade il contratto di servizio con Hera – ricorda il sindaco – e speriamo di risparmiare qualcosa con la nuova gara da destinare per investimenti”.

Tra gli assessorati – che in totale spendono più o meno 20 milioni all’anno – le cifre più ingenti sono quelle gestite da Massimo Maisto grazie alle spese per beni e attività culturali, sempre vicine ai 5 milioni all’anno. Per le attività gestite dall’assessore Chiara Sapigni – forse l’assessorato più infuocato di tutti, Politiche sociali e salute – i numeri sono dati in calo: da 1,6 milioni del 2016 a 1,1 previsti per il 2019.

Per l’Istituzione scuola l’Amministrazione ha in programma di mantenere stabile la spesa, che si assesta poco sopra i 15 milioni di euro.

Le entrate in conto capitale subiranno una netta diminuzione rispetto al 2016, quando il preventivo parlava di 32,1 milioni: nel 2017 aumenteranno di poco, così come nel 2018, per poi scendere a 26 milioni nell’ultimo anno per via della diminuzione progressiva dei contributi post-sisma e dei proventi (presunti) derivanti dalle alienazioni.

Infine, gli investimenti. I numeri parlano chiaro: l’Amministrazione punta molto sui beni e le attività culturali per i quali spenderà 14,6 milioni nel 2017, 20,3 nell’anno successivo e 19,4 nel 2019. In assoluto le voci di investimento più generose, anche perché vengono sfruttati i finanziamenti straordinari come quelli per il Ducato Estense e per il Meis, ma ci saranno soldi anche per la sicurezza, l’implementazione della smart city e il sociale. In totale le spese per investimenti programmate si attestano sui 49 milioni per il 2017, 50 per il 2018 e 41 per il 2019.

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