Gio 26 Gen 2017 - 9543 visite
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Discoteca a fuoco, l’ombra del racket

Incendio doloso al Kontiki di Vigarano. Trovato uno scritto con l'intimazione a pagare per evitare altri guai

(foto di Alessandro Castaldi)

Vigarano Mainarda. Sembrerebbe esserci l’ombra del racket dietro l’incendio che ha causato diversi danni alla discoteca Kontiki di Vigarano Mainarda. Sul posto è stato infatti ritrovato uno scritto con frasi esplicite rivolte al titolare della struttura, il cui senso non lascerebbe spazio a molti dubbi: se non paghi per te sono guai.

E i guai per la nota discoteca di Vigarano sono già ora rappresentati dai danneggiamenti provocati dalle fiamme che si sono sviluppate in una sala e che, grazie anche al funzionamento del sistema antincendio, fortunatamente non si sono propagate negli altri ambienti della struttura. Il rogo, quasi certamente di origine dolosa, ha praticamente distrutto la consolle, mentre il forte calore sprigionatosi dall’incendio ha danneggiato le luci a led e alcuni pannelli in poliuretano. All’interno pareti e mobili anneriti, con fuliggine presente in quasi tutta la discoteca. I vigili del fuoco intervenuti non hanno riscontrato problemi strutturali, ma ci vorrà probabilmente una settimana o due per ripristinare i danni del locale e riprendere l’attività, normalmente aperta al pubblico il sabato e il lunedì.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, si sono portati i carabinieri e la scientifica, per raccogliere ogni elemento utile a chiarire l’inquietante episodio, dalle eventuali tracce di combustibile utilizzato per appiccare il fuoco fino alle impronte che potrebbero aver lasciato i responsabili, che avrebbero forzato la porta d’ingresso sul retro – non visibile dalla strada, così da permettere di agire senza essere scoperti – per poi penetrare nel locale e, infine, lasciare all’interno uno scritto intimidatorio. Da quanto si apprende da fonti confidenziali, tutto avrebbe avuto inizio sabato scorso, quando una persona si è presentata nella discoteca chiedendo soldi a uno dei gestori. Dal rifiuto opposto si sarebbe quindi scatenata la ritorsione a qualche giorno di distanza.

È questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, una pista che si sta seguendo anche sulla scorta della rivendicazione anonima apparsa nello scritto, nel quale vi è un riferimento alla persona che si sarebbe presentata a riscuotere e l’intimazione a pagare per evitare future ripercussioni. Tutti dettagli che fanno pensare che dietro all’episodio vi sia l’ombra criminale di un racket, più o meno organizzato per controllare attività economiche nel territorio. Ma gli investigatori non escludono comunque altre ipotesi e stano indagando a 360 gradi.

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