Raduno Maga, cosa racconta il contratto da 15mila euro per la Palax Arena
Ferrara Expo ha concesso l'area della Palax Arena a Big Events, rappresentata da Fabio Marzola. Nessun dettaglio negli atti sulle eventuali intese economiche con i promotori
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La consigliera dem presenta un'interrogazione a risposta in aula rivolta agli assessori Costa e Fornasini. Nel mirino i contributi, le sponsorizzazioni e gli affidamenti legati alle manifestazioni, compreso il Ferrara Summer Festival, e le iniziative promozionali di Amsef
Il Movimento Europeo Diversamente Abili scrive anche al Comune di Ferrara per chiedere regole vincolanti sull'accessibilità dei concerti. Tra le richieste pedane senza ostacoli alla visuale, sopralluoghi preventivi e accesso alle aree sottopalco
Il 36enne era stato trovato senza vita il 30 agosto sul ciglio della Sp68, dopo essere finito fuori strada con la sua bicicletta elettrica. La Procura vuole verificare l'eventuale coinvolgimento di uno dei veicoli e ricostruire le condizioni della strada e della segnaletica
Il giovane era accusato di aver contattato una donna dopo la diffusione online di immagini sessualmente esplicite che la ritraevano, chiedendole informazioni sulla sua vita intima in cambio del nome di chi le aveva scattate
È la volta dei consulenti tecnici delle difese nel processo per la morte di Gaetano Lamburghini, che vede due medici del Sant’Anna – i chirurghi Gabriele Anania e Giuseppe Resta – accusati di omicidio colposo.
I nomi sono quelli altisonanti di Annibale d’Annibale (per Anania) e Gianluca Melotti (per Resta), tra i padri della laparoscopia in Italia. Per loro l’intervento al colon effettuato per asportare un adenocarcinoma a Lamburghini fu eseguito a regola d’arte, e non vi è stata colpa dei due medici (difesi dagli avvocati Michele Ciaccia e Marco Linguerri) nella morte del paziente. I medici del Sant’Anna avrebbero seguito le linee guida, sia nel decidere di intervenire per la rimozione del tumore – secondo il principio della radicalità oncologica – sia per la vascolarizzazione (approvando la tecnica eseguita della legatura alta, soprattutto a fronte dell’obesità del paziente). Anche sui fattori di rischio, l’anzianità non doveva essere considerata perché Lamburghini non oltrepassava i 75 anni di età, mentre il diabete non avrebbe influito nella morte.
Di tutt’altro parare la parte civile, la famiglia che si è costituita tramite l’avvocato Dario Bolognesi: “Era un paziente anziano, obeso e con un diabete di tipo 2, bisognava usare maggiore prudenza per evitare problemi vascolari”. Il conflitto non è solo sulle modalità di intervento ma anche sulla sua necessità: “Il tumore – spiega ancora l’avvocato Bolognesi – non era in metastasi, né era particolarmente pericoloso, gli stessi medici a mio avviso si contraddicono sotto diversi profili”.
Laburghini, agente immobiliare di 66 anni, morì il 21 giugno 2014, a qualche giorno di distanza dall’operazione, a causa di una peritonite stercoracea.
Il processo riprenderà l’11 gennaio con la chiusura dell’istruttoria e l’avvio della discussione, sempre davanti al giudice Luca Marini.
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