Cronaca
6 Dicembre 2016
Le difese di Anania e Resta portano in aula i due padri della laparoscopia in Italia

Caso Lamburghini, per i consulenti non fu colpa dei chirurghi

di Daniele Oppo | 2 min

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indexÈ la volta dei consulenti tecnici delle difese nel processo per la morte di Gaetano Lamburghini, che vede due medici del Sant’Anna – i chirurghi Gabriele Anania e Giuseppe Resta – accusati di omicidio colposo.

I nomi sono quelli altisonanti di Annibale d’Annibale (per Anania) e Gianluca Melotti (per Resta), tra i padri della laparoscopia in Italia. Per loro l’intervento al colon effettuato per asportare un adenocarcinoma a Lamburghini fu eseguito a regola d’arte, e non vi è stata colpa dei due medici (difesi dagli avvocati Michele Ciaccia e Marco Linguerri) nella morte del paziente. I medici del Sant’Anna avrebbero seguito le linee guida, sia nel decidere di intervenire per la rimozione del tumore – secondo il principio della radicalità oncologica – sia per la vascolarizzazione (approvando la tecnica eseguita della legatura alta, soprattutto a fronte dell’obesità del paziente). Anche sui fattori di rischio,  l’anzianità non doveva essere considerata perché Lamburghini non oltrepassava i 75 anni di età, mentre il diabete non avrebbe influito nella morte.

Di tutt’altro parare la parte civile, la famiglia che si è costituita tramite l’avvocato Dario Bolognesi: “Era un paziente anziano, obeso e con un diabete di tipo 2, bisognava usare maggiore prudenza per evitare problemi vascolari”. Il conflitto non è solo sulle modalità di intervento ma anche sulla sua necessità: “Il tumore – spiega ancora l’avvocato Bolognesi – non era in metastasi, né era particolarmente pericoloso, gli stessi medici a mio avviso si contraddicono sotto diversi profili”.

Laburghini, agente immobiliare di 66 anni, morì il 21 giugno 2014, a qualche giorno di distanza dall’operazione, a causa di una peritonite stercoracea.

Il processo riprenderà l’11 gennaio con la chiusura dell’istruttoria e l’avvio della discussione, sempre davanti al giudice Luca Marini.

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