Cade con lo scooter e rimane ferito. Finisce al Delta con l’ambulanza
Incidente stradale nella serata di mercoledì 29 luglio al Lido degli Scacchi, dove uno uomo è caduto a terra mentre viaggiava a bordo del proprio scooter
Incidente stradale nella serata di mercoledì 29 luglio al Lido degli Scacchi, dove uno uomo è caduto a terra mentre viaggiava a bordo del proprio scooter
"Inaccettabile e offensive". Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l'assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione
Sono passati due anni e ancora non c'è un piano industriale. È questa la grande preoccupazione dei sindacati al termine dell'incontro con ThyssenKrupp al Ministero delle imprese e del made in Italy, avvenuto nella mattinata del 29 luglio, per discutere di Berco
"La Spal è destinata a salire. Non rimarrà in Eccellenza. Se tutto va bene in sei anni saremo in Serie A". Le parole del maltese Joseph Portelli, il nuovo presidente biancazzurro, risuonano ancora adesso nella sala stampa del Paolo Mazza, dove il numero uno spallino ha illustrato alla stampa ferrarese i progetti per il futuro del club di via Copparo
Durante la tarda serata dello scorso 28 luglio, i carabinieri di Poggio Renatico - coadiuvati dai colleghi del Nucleo Radiomobile di Cento - hanno arrestato un 47enne che abita fuori provincia con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
È la volta dei consulenti tecnici delle difese nel processo per la morte di Gaetano Lamburghini, che vede due medici del Sant’Anna – i chirurghi Gabriele Anania e Giuseppe Resta – accusati di omicidio colposo.
I nomi sono quelli altisonanti di Annibale d’Annibale (per Anania) e Gianluca Melotti (per Resta), tra i padri della laparoscopia in Italia. Per loro l’intervento al colon effettuato per asportare un adenocarcinoma a Lamburghini fu eseguito a regola d’arte, e non vi è stata colpa dei due medici (difesi dagli avvocati Michele Ciaccia e Marco Linguerri) nella morte del paziente. I medici del Sant’Anna avrebbero seguito le linee guida, sia nel decidere di intervenire per la rimozione del tumore – secondo il principio della radicalità oncologica – sia per la vascolarizzazione (approvando la tecnica eseguita della legatura alta, soprattutto a fronte dell’obesità del paziente). Anche sui fattori di rischio, l’anzianità non doveva essere considerata perché Lamburghini non oltrepassava i 75 anni di età, mentre il diabete non avrebbe influito nella morte.
Di tutt’altro parare la parte civile, la famiglia che si è costituita tramite l’avvocato Dario Bolognesi: “Era un paziente anziano, obeso e con un diabete di tipo 2, bisognava usare maggiore prudenza per evitare problemi vascolari”. Il conflitto non è solo sulle modalità di intervento ma anche sulla sua necessità: “Il tumore – spiega ancora l’avvocato Bolognesi – non era in metastasi, né era particolarmente pericoloso, gli stessi medici a mio avviso si contraddicono sotto diversi profili”.
Laburghini, agente immobiliare di 66 anni, morì il 21 giugno 2014, a qualche giorno di distanza dall’operazione, a causa di una peritonite stercoracea.
Il processo riprenderà l’11 gennaio con la chiusura dell’istruttoria e l’avvio della discussione, sempre davanti al giudice Luca Marini.
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