Il Comune di Ferrara si merita un bel sette in pagella quando si parla del confronto tra spesa reale per i servizi ai propri cittadini e il cosiddetto “fabbisogno standard”.
Il giudizio si ricava dai dati pubblicati sul sito internet OpenCivitas in base agli ultimi dati disponibili, riferiti all’anno 2013.
In totale Ferrara ha speso circa 103,2 milioni di euro per assicurare i servizi ai propri cittadini (773 euro a residente), 6,4 milioni in più (+6,6%) rispetto al ‘fabbisogno standard’ (fissato a circa 96,7 milioni) che è il “fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali, agli aspetti socio-demografici della popolazione residente e ai servizi offerti”.
Un rapporto che, globalmente, vale un sette stelle su dieci date da OpenCivitas per il livello quantitativo della prestazione globale che misura “la capacità del comune di soddisfare la domanda di servizi espressa dai cittadini, tenendo conto della spesa e dei servizi offerti rispetto allo standard”.
È da rilevare che spendere di più rispetto allo standard non significa automaticamente individuare uno spreco: è possibile infatti che offra più servizi ai cittadini e per questo metta più spesso mano al portafogli. L’obiettivo è quello di guidare gli enti locali verso una spesa più efficiente, individuando i possibili punti deboli sui quali intervenire. Infatti, se è vero che Ferrara ha speso il 6,5% in più rispetto al fabbisogno standardizzato, è anche vero che ha offerto il 25,5% in più di servizi rispetto alla media degli altri Comuni con caratteristiche simili.
In generale, la buona performance quantitativa globale subisce gli effetti negativi riscontrati nella spesa per i servizi dedicati al Sociale, Istruzione, Rifiuti e Polizia Locale che non arrivano alla sufficienza. Molto bene invece i servizi Tributi, Asili Nido, Anagrafe, Ufficio Tecnico e Territorio.

Infografica da OpenCivitas
L’analisi differenziata per settore mostra le buone performance in quasi tutti i servizi. Le differenze maggiori verso l’alto (che, ripetiamo, non significa che ci sia uno spreco) si notano per il servizio Tecnico, per il quale il Comune ha speso quasi un milione di euro in più rispetto al fabbisogno standard (+43,3%); Polizia locale dove sono stati spesi circa 2 milioni di euro in più rispetto al fabbisogno (+29,1%); Viabilità (+41,2%) e Rifiuti (+27,3%).

Grafico da OpenCivitas
Ferrara e gli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna. Ferrara dunque fa bene, ma si può fare anche di meglio: in regione Modena, Reggio Emilia, Ravenna e Parma (la città migliore con 8,2 stelle su 10) ad esempio riescono a spendere meno rispetto al fabbisogno pur offrendo – come Ferrara – più servizi rispetto agli enti con caratteristiche simili, ma questo non comporta che le loro valutazioni schizzino per forza troppo più avanti rispetto a quella data alla città estense. Piacenza, come Ferrara, spende e offre di più, e lo fa con ottima qualità guadagnandosi un voto molto alto (8 stelle su 10). Bologna invece fa peggio di tutti i capoluoghi regionali: spende di meno, offre di meno e globalmente fornisce servizi valutati con 5 stelle su 10.
Ferrara nel 2010. OpenCivitas permette di osservare anche le performance del 2010, e si nota come in tre anni il Comune sia riuscito a migliorare notevolmente le proprie prestazioni. Il voto attribuito per il 2010 è infatti di sole 4 stelle su 10, con un livello quantitativo di prestazioni per servizio che raggiungeva la sufficienza solo in due settori: Anagrafe e Trasporti. In quell’anno si era in presenza di uno scostamento di spesa rispetto allo standard di quasi il 10% a fronte di servizi aggiuntivi superiori di appena lo 0,2% rispetto alla media e con una spesa per abitante di poco inferiore a quella del 2013 (770 euro). In generale nel 2010 il Comune ha speso anche di più rispetto al 2013 (rispettivamente 104 milioni contro 103) nonostante il fabbisogno standard fosse più basso (rispettivamente circa 94 e 96 milioni).
Le altre città della provincia. Altri Comuni del Ferrarese ‘censiti’ da OpenCivitas non mostrano buone prestazioni: Bondeno ad esempio, per il 2013, prende un voto di 3,8/10 (con una spesa reale più alta del 26,8% rispetto ai costi standard e un livello di servizi un poco più basso della media); Cento fa poco meglio (4/10), mentre Comacchio si avvicina ai livelli di Ferrara (6,28/10) pur spendendo il 28,4% in più rispetto allo standard ma garantendo al contempo il 45,7% in più di servizi rispetto alla media degli altri Comuni di riferimento. Ancora meglio fa Copparo: 8,8/10 con una spesa storica inferiore del 27% rispetto e un livello di servizi superiore del 13,8% rispetto agli standard.
Tutti i dati, tabelle e infografiche sono stati presi dal sito OpenCivitas.it, a questo link è possibile fare i confronti tra le città.
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