Lettere al Direttore
18 Settembre 2016

Piano mobilità, Fiab: “Si rasenta la beffa”

di Mauro Alvoni | 3 min

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camion taglianiCome Fiab Ferrara-Amici della Bicicletta interveniamo all’indomani della presentazione ufficiale del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS per gli amanti delle sigle) in occasione della Settimana Europea della Mobilità; eravamo presenti all’incontro e per questo ribadiamo tutte le nostre perplessità nei confronti dell’attuale politica sulla mobilità portata avanti dal Comune di Ferrara.

L’assessore Modonesi si chiede perché i ferraresi utilizzano poco i mezzi pubblici e il tasso di motorizzazione privata sia più alto di altri territori limitrofi. Amministrazioni pubbliche che non riempiono le strade di cartelli autoreferenziali con “Città delle biciclette” osserviamo noi.

Come Fiab Ferrara pensiamo che dovremmo essere noi cittadini a chiedere all’amministrazione comunale: “come mai questo avviene?”

Alcune motivazioni noi di Fiab le abbiamo già espresse in tutti questi anni, sottolineando come la mobilità dolce a Ferrara sia visibilmente peggiorata rispetto ad altre città vicine.

Forse perché il servizio di trasporto urbano è nettamente insufficiente per una realtà come la nostra, magari perché se si deve attendere un bus 30 minuti ci si organizza in altro modo; se poi si aggiunge che a Ferrara le auto possono arrivare praticamente in Castello, una risposta ce la siamo già data.

Per raggiungere l’ospedale di Cona le possibilità sono quattro: 1. prendere un bus che attraversa tutta la città e passa ogni 20-30 minuti (salvo ritardi a causa del lungo tragitto); 2. aspettare che la fantomatica “metropolitana di superficie” sia operativa; 3. utilizzare la bici percorrendo la “ciclabile che non c’è”; 4. va da se che anche per andare a Cona si sceglie l’auto privata, che da opzione n.4 diventa la prima scelta.

Sul Pums dei percorsi casa-scuola e casa-lavoro si rasenta la beffa, così come dell’intermodalità treno + bici e barca + bici nemmeno se ne accenna, e si è persa per l’ennesima volta l’occasione per incentivare l’uso della bici e contestualmente disincentivare l’uso del mezzo privato.

Si poteva forse anche beneficiare di fondi europei, ma probabilmente si sono scelte altre strade. Di certo l’unica via per incentivare la bici non può essere solo la realizzazione di piste ciclabili, che va benissimo, è una strategia necessaria ma non più sufficiente, o meglio “sostenibile”.

Così come non è più sostenibile la vetrina fine a se stessa, la corsa a diventare membri di “Club dei 30 e lode”, di “Città Sane”, ecc.

A tale proposito, come Fiab Ferrara chiediamo da tempo che a parlare di questi temi partecipi anche l’assessore alla Salute, assente anche alla presentazione del PUMS.

La settimana della mobilità rischia di diventare l’ennesima vetrina sempre più priva di contenuti, come Fiab non abbiamo ritenuto di partecipare alla realizzazione di un  programma povero di argomenti e frettolosamente confezionato ai primi di settembre. Il tempo per collaborare alla realizzazione di un evento a periodicità annuale c’era.

Basti vedere cosa ha fatto Bologna o Rovigo.

Per concludere come Fiab Ferrara chiediamo agli assessori Modonesi, Ferri e Sapigni: “Come mai i ferraresi snobbano i mezzi pubblici e preferiscono l’auto anche per spostamenti brevi?”

Meglio ancora, proviamo a fare una domanda impertinente: “Quale politica di mobilità dolce intende adottare il Comune di Ferrara per favorire l’uso dei mezzi meno inquinanti e utili alla salute dei cittadini e quindi a disincentivare realmente l’uso dell’auto?”

Attendiamo una concreta risposta in questa e non nella prossima legislatura.

Direttivo Fiab Ferrara

Nella foto via XX Settembre venerdì mattina ore 7. Nella via Rossettiana un autoarticolato che periodicamente rifornisce un negozio del luogo. Non propriamente un veicolo ecologico, ma a Ferrara è la prassi. Notare che il camion è parcheggiato praticamente di fronte all’abitazione del sindaco Tagliani.

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