Attualità
14 Settembre 2016
Nuove attività al carcere dell'Arginone. Il sottosegretario alla giustizia: "Puntiamo alla pena umana e rieducativa"

I detenuti si danno all’agricoltura nel ‘galeorto’

di Elisa Fornasini | 2 min

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Don Bedin mostra il 'galeorto'

Don Bedin mostra il ‘galeorto’

Darsi all’agricoltura non sarà più un hobby ma un lavoro per i detenuti. Il ‘galeorto’, questo il soprannome dato al campo all’interno del carcere di via Arginone, verrà ampliato e sfruttato per vendere i prodotti coltivati al mercato ortofrutticolo locale.

Ad annunciare la novità è il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, in città per l’intitolazione della casa circondariale al maresciallo Costantino Satta. Ma l’orto non sarà l’unica ‘new entry’ dietro le sbarre: in programma anche l’apertura di una stamperia e di un laboratorio per l’imbustamento di cibo ecologico per animali.

“Crediamo nel ponte tra la realtà penitenziaria e la società civile – spiega il sottosegretario – e, considerando che l’agricoltura è l’economia forte a Ferrara, faremo partire attività legate a questo settore nell’istituto ferrarese, dove gli ospiti sono già impegnati in attività domestiche e tirocini sulla raccolta differenziata”.

Il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri

Il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri

Il progetto agricolo è diviso in vari step: “Innanzitutto trasformeremo questa attività volontaria in una lavorativa per i detenuti, poi porteremo esperti dall’esterno per dare consigli sulle colture più adatte all’area. Successivamente amplieremo e sfrutteremo i 5 ettari dell’orto per produrre frutta e verdura da immettere sul mercato ortofrutticolo tramite le cooperative che si occuperanno dei controlli e della commercializzazione esterna dei prodotti”.

I detenuti non saranno solo contadini ma anche tecnologici. “A breve sarà attivata una stamperia per la realizzazione di penne, pen drive e gadget con scritte ed incisioni grafiche: uno strumento utile e moderno che crediamo interesserà a molti ospiti del carcere” commenta Ferri. L’ultima azione sarà “dare vita a un laboratorio per l’imbustamento di cibo ecologico per gli animali”.

“Il governo sta puntando sulla riforma dell’ordinamento penitenziario che si basa su un nuovo concetto di pena certa, umana e rieducativa – dichiara Ferri -. Investire sul percorso rieducativo ed umano permette alle persone che stanno scontando una pena di non cadere nell’ozio ma di lavorare e apprendere mestieri e competenze da spendere nel mondo esterno. Solo così si abbassa la recidiva”.

L’attenzione sembra rivolta anche alle casse dello Stato (“chi lavora sarà retribuito e ci pagherà una parte delle spese di mantenimento che abbiamo nell’ospitare queste persone”) e fuori dai nostri confini. Secondo il sottosegretario, infatti, “l’Europa ci sta guardando come un modello da seguire: stiamo passando da fanalino di coda a paese guida del diritto penitenziario grazie al governo Renzi”.

In questo contesto “si inserisce il rinnovo della Carta dei figli dei genitori detenuti, appena firmata dal Ministero della Giustizia, dal Garante per l’infanzia e dall’associazione Bambini Senza Sbarre per tutelare i figli dei detenuti” conclude il sottosegretario che, nella sua visita al galeorto ferrarese, è stato accompagnato da don Bedin.

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