Numeri preoccupanti che evidenziano l’enorme difficoltà del sistema produttivo di Ferrara. Sono quelli delle ore di cassa integrazione secondo i dati Inps, elaborati dal Servizio politiche attive e passive del lavoro della Uil nazionale.
Numeri che vedono Ferrara dietro solo ad Avellino e Frosinone per percentuale di crescita delle ore di cassa integrazione richieste dalle imprese e autorizzate dall’Istituto di previdenza del territorio nel confronto tra il primo semestre 2015 e lo stesso periodo di quest’anno.
Il confronto tra i primi semestri di 2015 e 2016. In un generale aumento in regione della cassa integrazione, Ferrara segna un +253,9% nel confronto tra i primi semestri di 2015 e 2016. In regione nessuno si avvicina a proporzione simili: Bologna, che pure è nella top 10 delle peggiori, si ferma a +64,5%. Mentre per trovare valori più elevati bisogna scendere ad Avellino (+314%) e Frosinone (+265,9%). Ed è il dato di Ferrara quello che porta la media regionale nei posti peggiori in classifica, sollevando di molto la media: quarta a livello nazionale (+16%), dietro Valle d’Aosta, Lazio e Campania.
Il confronto maggio-giugno 2016. Su base mensile, da maggio a giugno di quest’anno, le notizie rimangono pessime, anche se il dato, pur enorme, è di per sé meno significativo del precedente. Il totale di ore autorizzato tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga è passato da 496.754 a uno spaventoso 2.049.939. In termini percentuali parliamo – secondo la Uil – di un aumento del 312,7% in un solo mese. Dato reso ancora più drammatico se si guarda la media regionale che segnala un calo del -19,8%. Ad eccezione di Parma (+200%) in questo periodo di tempo tutte le altre province hanno visto un calo delle ore di cassa integrazione utilizzate. Altro elemento interessante per dare un’altra dimensione all’incremento è che a giugno il monte ore di cassa integrazione autorizzate a Ferrara è stato di 2.049.939 su 5.607.367 su base regionale.
Eppure qui – ma la consolazione, se c’è, è magrissima – non stiamo parlando nemmeno della performance peggiore a livello nazionale: Taranto, ad esempio, segna un esorbitante +2.783,5%, roba da fantascienza in un contesto nazionale dove, anche per via degli effetti legislativi di razionalizzazione che hanno in qualche modo depotenziato il ricorso agli ammortizzatori sociali, la percentuale di ore di cassa integrazione totale è scesa del 9,7% di media.
“Purtroppo sono dati che dimostrano, insieme ad altri fattori che abbiamo parecchio da recuperare – commenta Massimo Zanirato, segretario generale della Uil di Ferrara -. Sono figli certamente dell’andamento generale dell’economica nazionale e delle peculiarità territoriali nel contesto regionale, ed è evidente che le misure prese dal governo Renzi, mi riferito al Jobs Act in particolare, non stanno funzionando. È un triste primato – prosegue Zanirato -, ora mi auguro che tutti i gruppi dirigenti si stringano attorno a un patto per il lavoro che ci faccia uscire dalla sacca, con iniziative per un lavoro buono e strumenti che permettano alle persone di emanciparsi, far riprendere la capacità di spesa e dunque quella produttiva per le aziende”.
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