Cronaca
13 Luglio 2016
Un uomo si è costituito parte civile: finisce che la ex compagna viene assolta e lui condannato alle spese e al risarcimento del danno

Denuncia la ex perché non versa gli assegni, ma finisce lui nei guai

di Daniele Oppo | 2 min

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IMG_20150814_124513300 [1173018]Porta la ex compagna a processo perché non gli avrebbe mai versato gli assegni di mantenimento, finisce condannato alle spese, al risarcimento dei danni e con gli atti trasmessi alla procura.

Entrambi sulla sessantina, entrambi già separati, dopo di circa 20 anni di convivenza una coppia di Ferrara decide di porre fine alla relazione. E qui nascono gli attriti maggiori: lui dice di essere praticamente nullatenente e chiede che sia lei a versare gli assegni di mantenimento.

Il giudice civile, sulla base degli primi documenti, gli dà anche ragione: gli obblighi di assistenza familiare spettano alla sua ex compagna. Ma la cosa si sposta rapidamente in sede penale: dopo un po’ di tempo lui la denuncia per il mancato versamento degli assegni e si costituisce parte civile tramite l’avvocato Gianluigi Carpeggiani.

E qui accade che la storia si ribalta completamente. La signora – difesa dall’avvocato Alberto Bova – riesce a dimostrare che l’ex compagno in realtà si era disfatto dei suoi averi in modo fittizio, intestando, ad esempio, la sua impresa ai figli avuti da un precedente matrimonio, per risultare incapiente e ricevere gli assegni di assistenza. Nel processi emerge che il suo tenore di vita è troppo alto rispetto al basso reddito dichiarato. Nel frattempo anche il giudice civile rivede la sua decisione e decide che quegli assegni deve essere lui a versarli.

Il pm, Giuseppe Tittaferrante, chiede l’assoluzione per l’imputata e la sentenza del giudice Franco Attinà è a favore della signora. Ma c’è qualcosa in più: l’uomo – che ricordiamo si era costituito parte civile – viene condannato alle spese legali e al risarcimento del danno, 5mila euro. “Non mi era mai successo”, commenta l’avvocato Bova, “mai capitato che condannassero il querelante alle spese legali e al risarcimento del danno”.

Non solo, il giudice ha disposto il trasferimento degli atti alla procura affinché indaghi nei suoi confronti: non ha specificato per quali reati, ma l’avvocato Bova, che pure aveva avanzato tale richiesta, aveva chiesto venisse fatto per falsa testimonianza e calunnia nei confronti della ex.

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