Portomaggiore
16 Giugno 2016

Comprano 150mila euro di bestiame con assegni scoperti: condannati

di Ruggero Veronese | 2 min

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cows-1235910_960_720Portomaggiore. Condannati per truffa dopo aver acquistato 150mila euro di bestiame da un’azienda ferrarese con assegni scoperti: si conclude così il processo che vedeva alla sbarra i due fratelli laziali Fernando e Giuliano Arduini, denunciati nel 2014 da un imprenditore agricolo di Portomaggiore.

Gli Arduini si presentarono nella provincia ferrarese a fine 2013 per acquistare un gran numero di vitelli, affermando di volersi rivolgere a imprese esterne al Lazio a causa di un virus che in quel periodo circolava nella zona. Attorno a dicembre perfezionano l’accordo con la ditta portuense, che verrà pagata a rate nei mesi successivi. I primi assegni vengono incassati regolarmente, ma nel febbraio 2014 le banche cominciano e segnalare i problemi: gli ultimi assegni incassati sono scoperti.

L’imprenditore inizialmente si rivolge direttamente agli Arduini, e nel corso di un incontro viene rassicurato circa la loro solidità economica e la validità degli assegni. Poi i due fratelli laziali diventano sempre più difficili da contattare, fino a sparire del tutto. Il portuense a questo punto si rivolge ai carabinieri e al proprio legale, Enrico Fantini, e prende così il via l’inchiesta.

Il processo confermerà le accuse agli Arduini, anche attraverso le testimonianze di altri imprenditori che in passato erano già stati truffati dai due fratelli. Che sono stati condannati in primo grado dal giudice Debora Landolfi a un anno di reclusione, oltre che al pagamento di circa 145mila euro di danni e le spese processuali alla parte civile.

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