
Paolo Marcolini, Massimo Maisto e Roberto Roversi
Le chitarre lasciano posto alle tastiere: la 21esima edizione di Ferrara sotto le Stelle passa dall’indie rock che ha caratterizzato il festival fino ad ora, all’elettronica, un genere che sta avendo un ritorno importante sia in termini di ascolto che di creatività.
Non a caso, per testimoniare questo passaggio che si sta determinando negli ultimi anni sulla scena musicale, sarà proprio il minifestival di musica elettronica “Astro” a dare il via, giovedì 16 giugno dalle 19.30 all’una e mezza di notte, alla rassegna in piazza Castello e nell’adiacente cortile del Castello Estense.
“Sarà la serata indie-elettronica più succosa dell’estate italiana” annuncia l’organizzatore Roberto “Bobo” Roversi, presentando in municipio il cartellone dei concerti, per la prima volta ‘compattato’ in sole 6 date per coinvolgere 15 artisti fino al 6 luglio.

Mogwai
Un’operazione “faticosa ma necessaria per dare vita a dei grandi eventi unici”, come l’esclusiva nazionale assoluta di Mogwai play Atomic (6 luglio), la prima data italiana di sempre di The Last Shadow Puppets (5 luglio), l’attesa esibizione de I Cani insieme ai Cosmo (30 giugno) e di Glen Hansard (29 giugno), e le uniche esibizioni italiane di Caribou e Four Tet, protagonisti di “Astro”.
Partendo proprio dall’esperimento del festival elettronico, “una produzione esclusiva che speriamo possa diventare un format ripetibile negli anni a venire” prosegue Roversi, i già citati Four Tet e Caribou condivideranno il palco con Floating Points, Junior Boys, Populous e Jolly Mare, per sei ore di grande musica all’ombra del Castello che, per questa occasione speciale, si trasformerà in un vero e proprio dancefloor.
Un festival di respiro internazionale, quindi, che si potrà respirare a pieni polmoni anche il 29 giugno con il songwriter irlandese Glen Hansard che, dopo l’apertura dei The Lost Brothers, presenterà il suo ultimo e acclamato “Didn’t he ramble”, candidato ai Grammy.

Wilco
Spazio alla musica italiana il 30 giugno con I Cani, la band di Niccolò Contessa che con l’ultimo album “Aurora” sta facendo molto parlare di sé e delle tematiche universali trattate. Non mancheranno i temi più ‘rionali’ dei primi due cd che hanno portato alla maturità di questo gruppo romano. Musica di tradizione americana, invece, il 4 luglio con Wilko, Kurt Vile & The Violators.
Per la prima volta in Italia, il supergruppo The Last Shadow Puppets, formato da Alex Turner, leader degli Arctic Monkeys, e dal cantautore inglese Miles Kane, porterà il 5 luglio in piazza Castello il ‘baroque pop’ di loro invenzione. Ad aprire il loro concerto il trio garage-punk londinese Yak.
Unica data nel nostro Paese anche per la ventennale band scozzese Mogwai che, con il suo rivoluzionario post rock, il 6 luglio per la chiusura del festival metterà in musica Atomic, il forte documentario di Mark Cousins sugli orrori del nucleare. La sonorizzazione di un film, quindi, che mostrerà lo stretto rapporto tra musica e cinema, un connubio di grande impatto.
Fuori programma, ma da segnalare per tutti gli adolescenti, è il concerto di Benji & Fede che, a causa di improrogabili impegni dei due ragazzi modenesi, nuovi idoli delle teenager , verrà posticipato al 7 luglio.
“È un programma unico e di grande qualità – commenta il vicesindaco Massimo Maisto –: sono passati 21 anni dal concerto di Bob Dylan in piazza Castello ma il festival ha mantenuto la sua forza e credibilità, accreditandosi a livello nazionale e internazionale e sopravvivendo all’attuale moria di festival. Se la nostra rassegna sta reggendo ai tagli – specifica il vicesindaco, affiancato dal presidente Arci Ferrara Paolo Marcolini – è merito della sussidiarietà culturale tra pubblico e privato che, grazie a questo calendario ravvicinato, cerca di invogliare il pubblico a pernottare in città”.
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